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Posted 24 Settembre 2013 by Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

Banned Books Week, importare una buona idea

Banned Books Week, importare una buona idea

Negli Stati Uniti, sin dal 1982, si festeggia la Banned Books Week. Ogni anno, a settembre, editori, lettori, associazioni richiamano l’attenzione sui testi che vengono tutt’oggi contestati e censurati. Sul sito ufficiale dell’iniziativa vengono pubblicati ed evidenziati i titoli più “bannati” dell’anno precedente.

Se siete a caccia di nuove letture, date dunque un’occhiata alla lista relativa al 2012. Vi troverete autori noti anche da noi, come Khaled Hosseini e Toni Morrison (naturalmente in elenco c’è anche la James con le Cinquanta sfumature).

Quando pensiamo a libri censurati, ritirati dal commercio, persino bruciati, il nostro pensiero va al periodo dell’Inquisizione e ai regimi totalitari. In ogni caso, siamo convinti che siano eventi legati al passato o presenti in mondi culturalmente e geograficamente molto lontani dai nostri. In realtà, la voglia di censurare ed eliminare il pensiero diverso dal proprio è una costante dell’essere umano. A volte i libri incriminati raccontano scomode verità (ad esempio Il dottor Zivago mostrava che anche la rivoluzione d’Ottobre aveva i suoi lati oscuri), a volte trattano temi scabrosi, come Lolita.

Che dire però del tanto amato e odiato Harry Potter? Ci siamo ritrovati, increduli, di fronte a petizioni che lo volevano al bando (e molte persone lo hanno di fatto boicottato). Cosa avrà mai fatto di male il povero Harry a noi Babbani? Sembra che attenti sistematicamente al sano sviluppo dei nostri figli, dando loro una percezione distorta della realtà. Abitualmente, a dar contro a romanzi di questo genere ci sono movimenti religiosi estremisti, ma non solo.

L’Huffington Post riporta i sette motivi per cui, secondo i “censori”, alcuni testi devono essere tolti dal commercio o vietati a una parte della popolazione: linguaggio offensivo, scene sessualmente esplicite, omosessualità, violenza, motivi religiosi, droghe, nudità.

I libri, dunque, sono ancora un pericolo e sicuramente non perché parlano di sesso o di omosessualità, ma perché portano il lettore oltre il mondo che conosce, oltre le idee che gli vengono proposte. I libri sono pericolosi perché permettono a ciascuno di noi di studiare, imparare, entrare in contatto con mondi sconosciuti e credere che una realtà diversa dalla nostra sia possibile.

Sarebbe quindi bello riprendere una simile iniziativa anche in Italia, ricordando, magari, che il papà di Giacomo Leopardi, Monaldo, fu uno degli intellettuali che salvò molti libri censurati, grazie a un permesso speciale della Chiesa, e li fece leggere ai suoi figli e a sua figlia, perché crescessero in modo sano.

Foto | © Denis Aglichev – Fotolia.com




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.