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Posted lunedì, 30 Settembre 2013 by Susanna Trossero in Zibaldone
 
 

Grandi chef o piccoli chimici?

Il grande chef o il piccolo chimico?

“L’alimentazione alla base di una buona salute”, afferma oramai da anni il Ministero della Salute, il quale ci invita a fornire al nostro organismo cibi sani come forma di prevenzione a tutela appunto della salute. È un po’ la filosofia di GraphoMania: spesso ci siamo occupati di gastronomia e di arte culinaria (con i nostri post e con una collana apposita), nonché dei piaceri del palato, sfatando il mito del “tutto ciò che è buono fa male o fa ingrassare!”.

Noi italiani, è risaputo, abbiamo la possibilità di cibarci al meglio, poiché la nostra cucina prevede piatti non elaborati e privilegia la qualità degli ingredienti; ciò ne fa la più apprezzata e famosa al mondo, quella che non ha dimenticato i trucchi delle nonne e tramanda appetitosi segreti. Tuttavia, pare che la semplicità oramai da tempo non sia più di moda, e che importa visto che le novità in campo culinario fanno risparmiare tempo e fatica? Per esempio, già nel 2009 alla Fiera di Rimini e in Francia, al Salone internazionale dell’industria alimentare, furono presentati prodotti come la crema di carciofi in tubetto, quella al sapore di cetriolini o di soia, o il formaggio disidratato da ritrasformare in crema mescolandolo con acqua (venne privilegiato il gorgonzola, che liofilizzato limitava le offese all’olfatto). A queste pratiche soluzioni, possiamo aggiungere la senape – sempre liofilizzata – considerata erroneamente “senape fatta in casa” perche le si ridà vita miscelandola con acqua e olio, e ancora la polvere di miele, idea tedesca, che finalmente ci libera da quell’appiccicaticcio e può essere dosata come lo zucchero! Di che stupirci? A Chicago mi sono imbattuta nella purea di patate versione spray, e dall’Inghilterra giunge anche il mango nella medesima versione…

Ma a voi non mette una gran tristezza? Andiamo davvero così di fretta da non avere più tempo o voglia di sentire il profumo di ingredienti in cottura nelle nostre cucine, o il sapore di cibi freschi?

E c’è dell’altro: nei giorni scorsi, mi è capitato per le mani un vecchio numero di Focus in cui si racconta la bellezza della cucina molecolare: uova strapazzate raffreddate con l’azoto liquido perché abbiano la consistenza del gelato, aria di tonno, sfere di succhi di frutta o verdura, il pallone di mozzarella gonfiato, le fritture nel glucosio, il foie gras flessibile servito in forma di nodo, la maionese fritta (utilizzando idrocolloidi come addensanti), stampanti tridimensionali per fogli di zucchero e non di carta. Scienziati “affamati” di nuovo che coinvolgono grandi chef con l’obiettivo di inventare nuovi piatti, sostenendo che mentre nei soliti laboratori è necessaria la massima attenzione, in una cucina trasformata in laboratorio chimico ci si può rilassare. Considerato il fatto che non ci è vitale una torta di compleanno con i led al posto delle candeline (sono le decorazioni a condurre l’elettricità necessaria ad accenderli), io consiglierei a questi “gastro-molecolaristi” di leggere un buon libro, o di fare una passeggiata per borghi, all’aria aperta, di quelle che oltre a rilassarti ti conducono quasi magicamente davanti a una trattoria dove la pasta è fatta in casa da mani anziane e nodose, e dove il miele da spalmare sui formaggi “veri” e profumati, è ancora meravigliosamente appiccicaticcio. Voi che ne dite?

Foto | © magdal3na – Fotolia.com




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.