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Posted domenica, 27 Ottobre 2013 by Anais Vin in Recensioni
 
 

I Death SS a Roma: un concerto un po’ anacronistico?

I Death SS a Roma: un concerto un po’ anacronistico?

I Death SS sono stati il primo gruppo musicale heavy metal italiano ad aver combinato il genere metal all’horror, ispirandosi ai film e alla letteratura e creando, così, il genere horror metal.

Il gruppo, In the death of Steve Sylvester, abbreviato poi in Death SS, ha sempre cantato in inglese, declinando in inglese anche i nomi dei componenti del gruppo. Le loro esibizioni sono state sempre teatrali e coreografiche, e ogni membro della band ha interpretato un ruolo della letteratura gotica: abbiamo, così, esempio lo zombie, la mummia, la morte e via dicendo.

Formatosi nel 1977 a Pesaro, il gruppo originario è passato attraverso vari cambiamenti, fino a giungere all’attuale formazione che vede Steve Sylvester (The Vampire) come cantante, alle tastiere Freddy Delirio (The Phantom), alla chitarra Al De Noble (The Zombie), al basso Glen Strange (The Mummy) e alla batteria Bozo Wolff (The Wherewolf).

Recentemente i loro pezzi sono stati utilizzati nella colonna sonora di una fortunata serie televisiva, Il commissario Coliandro.

I Death SS a Roma: un concerto un po’ anacronistico?Lo scorso venerdì 25 ottobre i Death SS si sono esibiti in concerto all’Orion di Ciampino (in provincia di Roma). La performance, a mio modo di vedere, non è stata una delle migliori. A cominciare dal mancato gruppo spalla o special guest che dir si voglia, anche se dobbiamo notare che la spettacolarizzazione e la teatralità che li caratterizzano da tempo è stata interessante. I fan affezionati si sono divertiti senza dubbio, il gruppo, probabilmente, un po’ meno: o almeno così mi è sembrato, visto che non traspariva un grande entusiasmo. Chissà, gli anni iniziano a farsi sentire, o, forse, i troppi cambiamenti nella formazione destabilizzano l’armonia e la sinergia del gruppo.

Performance a parte, c’è da notare che neanche il suono è stato ottimo, soprattutto nella seconda parte del concerto quando per qualche brano il basso non si sentiva affatto, e la voce non arrivava nitida.

Per concludere, è stato un concerto nella media con qualche punta interessante e simpatica, a opera del cantante e della ballerina/attrice, ma forse un po’ troppo anacronistico.

I Death SS a Roma: un concerto un po’ anacronistico?




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.