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Posted giovedì, 31 ottobre 2013 by Gianluca Meis in Racconti e testi
 
 

La figlia. Una storia

La figlia. Un racconto per Halloween

G

racile lo era sempre stata. Sedeva davanti all’ingresso di casa e guardava gli altri giocare. La strada per lei era pericolosa le ripeteva ogni giorno sua madre. Poteva guardare, ecco. Doveva bastarle quello. Non sapeva leggere. I medici interpellati avevano riso in faccia a sua madre. Cosa mai voleva? Doveva accontentarsi che aprisse gli occhi al mattino e stesse con lei per tutto il giorno. Che l’indomani avrebbe avuto solo da ringraziare il cielo se quel corpicino magro e ridotto alla conta delle ossa riusciva ancora a uscire dalle coperte. E infine scuotevano la testa.

Che croce le aveva dato il buon Dio, pensava allora la donna. Una figlia così è un secondo lavoro. Il primo riusciva a sfamarle appena e di ritorno a casa non poteva sperare in un sorriso. Mai che le corresse incontro, abbracciandola, e facendola sentire felice seppur di quel poco calore che poteva produrre quella figliola così minuta. Era tuttavia una donna forte per quanto sola. Il marito se ne era andato, come in quei fotoromanzi, che leggeva a volte per distrarsi. L’aveva abbandonata senza dare spiegazioni, a lei o a quella figlia mai amata. Ingombrante per casa, anche se silenziosa e spesso immobile su qualche poltrona. Si era decisa tuttavia a non abbattersi. Non avrebbe fatto mancare nulla a sua figlia, anche se la missione avrebbe richiesto sacrifici: molte ore in più al lavoro, niente vita sociale, niente parrucchiera. I capelli se li faceva a casa. Era un piccolo rito quello, e in fondo non le dispiaceva se poi venivano tutti strani o più lunghi da una parte. Sedeva in bagno, davanti al lavandino, con la figlia come compagnia. In fondo le pareva di stare lo stesso nel negozio di una parrucchiera, anche se parlava solo lei. E si rispondeva. Oh che grandi chiacchierate mentre aspettava che si asciugassero i capelli, per poi passarci il balsamo che si faceva da sola con l’aceto di mele.

I giorni non le pesavano. I mesi si chiudevano sempre in pari coi conti. Lo scorrere del tempo le lasciava però solo un unico pensiero: che ne sarebbe stato di sua figlia una volta morta lei? Questo pensiero la tormentava. […]


La storia continua nel libro Quando arrivarono i tedeschi scritto da Gianluca Meis (Graphe.it edizioni, 2015)




Gianluca Meis