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Posted venerdì, 1 novembre 2013 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

È morto Gérard de Villiers, popolare autore francese di spy story

È morto Gérard de Villiers, popolare autore francese di spy story

Lo scrittore francese Gérard de Villiers, autore di una prolifica serie di romanzi di spionaggi che vanno sotto la sigla SAS è morto ieri a Parigi, dopo una lunga malattia. Aveva ottantatré anni e ad annunciare la morte è stato il suo avvocato Eric Morain via Twitter:

 

SAS il Principe Malko Linge è orfano: lo scrittore Gérard de Villiers è morto ieri a Parigi a 83 anni dopo una lunga malattia.

Lo scrittore pubblicava vari romanzi ogni anno della serie SAS (sigla che sta per Son Altesse Serenissime – Sua Altezza Serenissima – ma anche per Special Air Service), considerati leggeri dalla critica ma molto apprezzati dai lettori. Il canovaccio dei suoi romanzi era più o meno sempre lo stesso: Malko Linge, aristocratico austriaco appartenente alla nobiltà decaduta e agente della CIA, si trovava implicato in un intrigo internazionale che risolveva a suon di sparatorie, scazzottate, torture e anche un bel po’ di sesso, che aiuta (sia alle vendite che a risolvere gli intrighi!). Solitamente la trama dei romanzi di Gérard de Villiers era collegata all’attualità e più di qualche volta lo scrittore ha “indovinato” il futuro, preconizzando l’assassinio di Sadat, per esempio. Malko Linge è, in un certo senso, la risposta francese a James Bond.

Gérard de Villiers era nato a Parigi l’8 dicembre 1929 in una famiglia di militari che vantava ascendenze aristocratiche. Dopo essersi laureato in Scienze politiche ha iniziato a lavorare come giornalista e corrispondente dall’estero. Era il 1965 quando pubblicò il suo primo romanzo ad avere come protagonista Sua Altezza Serenissima Malko Linge: il titolo del libro era Sas a Istanbul ed è stato il primo di una serie di oltre duecento avventure. De Villiers ha introdotto nel filone della spy story elementi di sesso e di violenza che prima di lui erano sconosciuti.

Negli anni Ottanta, de Villiers espresse simpatie per l’estrema destra francese, sostenendo il Fronte nazionale nel 1981: questa sua posizione gli ha attirato molte critiche, che si è portato dietro fino alla tomba, tanto che su Twitter c’è chi lo ricorda come “anticomunista, anti-islamista, anti-comunitarista, antisocialista e fascista” e chi si indigna per il rilievo che si dà alla notizia della sua morte, definendo “pseudo-giornalisti” coloro che parlano di questo “pseudo-scrittore”.

In Italia i suoi romanzi erano pubblicati nella collana Segretissimo, molti dei quali tradotti da Mario Morelli.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.