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Posted mercoledì, 25 Dicembre 2013 by Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Buon Natale con una poesia di Thomas Stearns Eliot

Buon Natale con una poesia di Thomas Stearns Eliot

Buon Natale a tutte le amiche e gli amici della Graphe.it edizioni e di GraphoMania. Sono giorni, questi, da trascorrere in famiglia, con la persona che si ama, con coloro con cui si è scelto di vivere o di passare le feste.

Alcuni, a dire il vero, sono contrari al Natale e la considerano una festa ipocrita, dal momento che solo in questi giorni si pensa all’unità, alla fraternità, alla gioia, all’essere più buoni mentre nel resto dell’anno ci si dimentica di tutti questi sentimenti. È vero! Ma non per questo dobbiamo smetterla di sognare, di essere felici e di condividere la nostra gioia.

Viviamo tempi difficili e solo con la forza e con il sostegno vicendevole possiamo superare gli ostacoli e raggiungere la meta che ci siamo prefissi.

Godiamo, quindi, di questi giorni e rallegriamoci degli spiragli di gioia, visto che di momenti brutti, o per lo meno poco gradevoli, è spesso costellata la nostra quotidianità. Condividiamo la gioia e apriamo le finestre del nostro cuore per far entrare aria fresca sì che si possano fortificare sia il corpo che lo spirito: non perdiamoci d’animo! Non permettiamo che lo stress, le tensioni familiari o delle momentanee arrabbiature ci tolgano la felicità dal cuore.

Lasciamoci dietro il passato – non nel dimenticatoio perché tutto ci serve per imparare – e guardiamo al futuro, pieni di speranza.

Com’è abitudine per noi di GraphoMania, i nostri auguri si trasformano in poesia. Per il Natale 2013 vi proponiamo la poesia La coltivazione degli alberi di Natale di Thomas Stearns Eliot (1888-1965), Nobel per la letteratura nel 1948.

Vari gli atteggiamenti verso il Natale,
e possiamo alcuni trascurarne:
il mondano, l’apatico e quello commerciale,
il triviale (le bettole aperte tutta la notte),
e il bambinesco – ma non quello del bambino
per cui la candelina è una stella e l’angelo
dorato ad ali tese in cima all’albero
non è ornamento soltanto, ma è un angelo.
Guarda il bambino all’albero di Natale:
fate che in lui continui questo spirito
del Prodigio, evento e non pretesto;
sicché il fulgente rapimento, il fascino
di quando lo scoprì la prima volta,
le sorprese, delizia dei suoi nuovi
possessi (ognuno col suo proprio odore).
l’attesa dell’anatra e del tacchino
e il previsto stupore quando apparvero,
sicché la deferenza e la gaiezza
non dimentichi nell’età adulta
nella grigia abitudine, nel logorio, nel tedio,
nel sapere la morte, nel conoscere
d’esser fallito,
o nella devozione del convertito
che può guastarsi d’una vanità
che spiace a Dio e offende i bambini
(e qui io ricordo pure con dolcezza
Santa Lucia, la sua canzone e la corona di fuoco);
sicché prima della fine, al Natale ottantesimo
(intendendo per tale quello ultimo)
l’emozione degli anni accumulata
nella memoria si raccolga in una
grande gioia che sia grande timore,come nell’occasione che discese
il timore nell’anima di tutti:
perché il principio ci farà ricordare della fine
e il primo avvento del secondo avvento.

tratta da Il Natale. Antologia dei poeti del ‘900, traduzione di Giovanni Giudici

Foto | Pixabay




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)