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Posted 1 Gennaio 2014 by Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Auguri con un brindisi di Capodanno in poesia

Auguri con un brindisi di Capodanno in poesia

Auguri con un brindisi di Capodanno in poesia

Ed eccoci giunti a un nuovo anno: auguri di cuore a tutte le amiche e a tutti gli amici che con passione e simpatia ci seguono ogni giorno.

È tradizione brindare per Capodanno: lo avete fatto allo scoccare della mezzanotte? Vi siete scambiati gli auguri con chi vi era vicino? Ma non ci sono solo i vicini: anche ai lontani – tanto geograficamente quanto emotivamente – vanno i nostri auguri di buon anno nuovo. E lo facciamo con le bellissime parole di Erri De Luca contenute nella poesia Prontuario per il brindisi di capodanno (tratta da L’ospite incallito, Einaudi 2008).

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.

Foto | Sam Howitz




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)