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Posted 8 Gennaio 2014 by Sara Rania in Mondolibri
 
 

Rimbaud e Verlaine: il dramma di Bruxelles e l’epilogo di uno degli amori più tumultuosi della storia della letteratura

Rimbaud e Verlaine: il dramma di Bruxelles e l’epilogo di uno degli amori più tumultuosi della storia della letteratura

Qui dort ici-bas au soleil.
Et puis
C’est trop beau! trop! Gardons notre silence.

– Boulevard sans mouvement ni commerce,
Muet, tout drame et toute comédie,
Réunion des scènes infinie
Je te connais et t’admire en silence.

Arthur Rimbaud, Bruxelles

Il centro storico della città di Bruxelles offre numerosi spunti per appassionarsi alle vicende storiche che si svilupparono tra le sue belle strade. Uno di questi eventi, ricordato in letteratura come «il dramma di Bruxelles» ha lasciato traccia al numero 1 della rue des Brasseurs, all’angolo con la rue de l’Etuve e vicino alla Grand Place. Un pezzetto di storia che fende il tumultuoso rapporto di due esseri dal fortissimo legame, rammentato dalla targa posta il 10 novembre 1991, in occasione del centenario della morte di Arthur Rimbaud dalla Communauté française de Belgique (ribattezzata poi Fédération Wallonie-Bruxelles che riunisce i francofoni della regione). La lastra in memoria – stretta oggi tra la porta e la vetrina di un negozio di pizzi e merletti – ricorda, infatti, il colpo di pistola con il quale Paul Verlaine ferì Rimbaud, decretando il declino della loro relazione, un amore incredibilmente intenso e tumultuoso, che resta sullo sfondo delle parole incise sulla pietra:

«Il faut être absolument moderne»
Qui si trovava l’Hotel à la Ville de Courtrai
presso il quale il 10 luglio 1873
Paul Verlaine ferì Arthur Rimbaud
con un colpo di pistola

Due gli anni d’amore e di folle passione che uniranno il maturo Verlaine a un Rimbaud che risplende come un «tenero astro nascente»: dal 1871, anno del ritorno a Parigi di Verlaine esiliato in Belgio a causa del suo engagement nella Comune e dell’incontro con Arthur Rimbaud, al 1873 appunto. Una scintilla tra i due uomini di lettere porterà il primo a lasciare la moglie per partire con Arthur verso l’Inghilterra. Saranno mesi di colpi di testa, di avvicinamenti e di allontanamenti furiosi fino all’epilogo: a partire dal 6 luglio Verlaine, accompagnato dalla madre decisa a riportarlo a più miti consigli, si installerà nella camera mansardata della pensione «A la Ville de Courtrai», dando il via a una serie di eventi a catena.

Gli effetti secondari del dramma di Bruxelles

Rimbaud e Verlaine: il dramma di Bruxelles e l’epilogo di uno degli amori più tumultuosi della storia della letteraturaL’idillio cominciato nella capitale francese finirà infatti tragicamente nella città belga nella quale Verlaine farà fuoco su Rimbaud che, ferito alla mano lo denuncerà alla polizia locale, ottenendo per quest’ultimo la condanna a due anni di prigione che sconterà a Bruxelles e Mons (per i curiosi gli atti del processo sono disponibili al link). Detenzione durante la quale la moglie Mathilde Mauté otterrà la separazione, lasciando Verlaine libero di continuare la sua carriera letteraria in Inghilterra all’uscita di cella.

Ad attenderlo nei territori della Regina una crescente notorietà e l’abisso della dipendenza che lo porterà a trascinarsi, dividendo il suo tempo tra caffè e ospedali, per spegnersi prematuramente l’8 gennaio1896, sfibrato dalla miseria e dagli eccessi alcolici di ritorno a Parigi dove riposa ancora oggi nell’undicesima divisione del cimetière des Batignolles.

Rimbaud invece raggiungerà la fattoria di famiglia a Roche, dove comporrà il testo che costituisce l’apoteosi della sua carriera «Une saison en enfer» abbandonando poi definitivamente la piuma stretta per due decenni per lanciarsi all’avventura. Viaggerà in lontane latitudini, da Cipro all’Egitto, dallo Yemen all’Abissinia dove prenderà in gestione un ufficio commerciale e si dedicherà a traffici d’armi e d’avorio prima di ritornare sofferente a Marseille, per morire di cancrena il 10 novembre 1891.

Foto | Sara Rania




Sara Rania

 
Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell'anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall'alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d'adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l'Isola d'Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l'insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.