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Posted mercoledì, 15 Gennaio 2014 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Lettera aperta agli autori del romanzo Adele

Lettera aperta agli autori del romanzo Adele

Abbiamo ricevuto la seguente lettera aperta a Susanna Trossero e Francesco Tassiello sul loro romanzo Adele (che veniva pubblicato dalla Graphe.it edizioni proprio un anno fa). A scriverla è Davide, studente universitario, che si lascia andare ad alcune riflessioni sul romanzo Adele.

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Mi chiamo Davide e sono uno studente universitario, nonché un lettore appassionato. Oggi, e non mi capita spesso, ho provato l’impulso di scrivere a due autori che – insieme – hanno creato un romanzo intitolato Adele, edito dalla Graphe.it: Susanna Trossero e Francesco Tassiello.

Con questa mia, mi rivolgo a voi per raccontarvi che recentemente ho dovuto smantellare la mia camera da letto per via di alcuni lavori, e così ho ritrovato – tra i libri già letti – il vostro “prodotto a quattro mani”, come voi lo avete definito in una presentazione alla quale ho partecipato. E, sebbene debba confessarvi che l’avevo letto forse con troppa poca attenzione, aggiungo che per la seconda lettura l’ho scelto, tra altri libri, come accompagnatore dei miei viaggi in treno casa-università-casa. Naturalmente questa volta conoscevo già la storia, i momenti di suspense che fanno divorare il libro in un sol boccone, eppure ora l’ho letto con più concentrazione. O, dovrei dire meglio, l’ho vissuto.

È vero, può sembrare strano perché la protagonista è una donna e io un uomo, ma è una donna capace di accattivarsi le attenzioni di qualunque lettore grazie al suo modo di raccontare, di raccontarsi, di confidarsi così come è riuscita a fare attraverso le pagine di un diario, inconsapevole di catturare anche l’anima di “un medico dall’irrazionalità latente”.

Susanna Trossero - Francesco Tassiello, AdeleAmmetto timidamente che più di una volta leggendo le parole lasciate da Adele sui suoi diari mi sono perso proprio come lui: forse per le forti esperienze di vita che ha dovuto affrontare e che mi hanno profondamente coinvolto, forse per le decisioni prese nonostante il suo cuore e la sua mente non avessero la stessa finalità. Probabilmente una incomprensione dovuta alla mia giovane età e alle mie così poche esperienze mi ha reso, a tratti, difficoltosa la lettura (nonché il fatto che noi uomini nel 99% dei casi ragioniamo e agiamo in modo totalmente diverso dalle donne), e ha esasperato la non accettazione di alcune scelte. Sono tanti i dubbi che mi sorgevano mano a mano che leggevo le pagine offerte a me in dono. Sì, un dono, perché per me, un libro che arricchisce o stimola il pensiero, un dono lo è sempre. Fortunatamente erano accompagnate da altrettante analisi eriflessioni dello psicosessuologo che, posso assicurarvi, mi sono state di grande aiuto nel rispondere a quei numerosi “perché?” che mi vagavano per la testa. Ho imparato anche io a conoscerla, Adele, mentre ormai le pagine lette superavano quelle che ancora mi rimanevano per concludere il libro.

Penso che Adele abbia mostrato a se stessa tanta ingenuità, ma al tempo stesso tanto amore. Ha lottato più volte con la sua insoddisfazione che da sempre ha fatto parte di lei. Durante la sua vita ha vissuto anche emozioni che ti lasciano senza fiato dalla gioia.

Ha conosciuto, se non tutte, le più numerose sfaccettature dell’amore. Ha amato incondizionatamente in ogni modo, finché lo scrivere e l’amare sono diventati una cosa sola, profonda come l’innamoramento per quell’uomo che l’ha accompagnata per tutta la vita. Un uomo che le è entrato dentro, che a sua volta l’ha amata, l’ha stravolta, forse distrutta ma al contempo fatta rinascere.

Mi piace pensare che la forza dell’amore può tenere unita una coppia fino alla morte: Adele ne è stata per me la prova.

A volte però capita che l’amore per se stessi superi l’amore per l’altro e ci porti a compiere gesti che mai avremmo ritenuto possibili, comprensibili e giustificabili, se solo li avessimo osservati dall’esterno. A volte l’amore per chi ci sta accanto non basta per sentirci soddisfatti, completi. Così cerchiamo altre vie d’uscita, agiamo d’istinto, senza riflettere, soprattutto quando il rapporto tra il sé e l’altro non è ancora maturato del tutto.

Mi viene in mente una frase di Jean-Paul Sartre che dice: “Lo sai. Mettersi ad amare qualcuno è un’impresa. Bisogna avere un’energia, una generosità, un accecamento. C’è perfino un momento, al principio, in cui bisogna saltare un precipizio: se si riflette, non lo si fa.”

Adele ha perso, ha mentito, ha sofferto. Ma ha ugualmente vinto. Ha vinto su tutto. Persino su se stessa.

E con queste parole vi lascio ringraziandovi per avermi dato la possibilità di riflettere per tutte le duecento pagine, ma vi ringrazio anche per avermi ascoltato, con la speranza che le mie parole siano state in grado di raccontarvi che cosa è per me il vostro romanzo. Ma d’altronde, sono solo un lettore qualunque: lascio volentieri a scrittori come voi e come la vostra Adele, la capacità di emozionarci raccontandosi.

Con affetto

Davide




Graphe.it

 
“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)