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Posted domenica, 16 Febbraio 2014 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Viaggiare nelle città letterarie

Viaggiare nelle città letterarie

Vari possono essere i fattori che spingono a scegliere una meta piuttosto che un’altra: bellezza delle spiagge, eccellenza degli impianti, strutture ricettive di ottimo livello, prezzo tanto del viaggio quanto della permanenza e via dicendo. Ci sono, poi, i viaggi tematici: una sorta di viaggio nel viaggio. Tra questi si inserisce il filone del viaggio letterario. Si tratta di un viaggio un po’ particolare, in realtà, perché può essere compiuto in almeno tre modi.

Il primo è quello classico: ci si organizza e si parte sulle orme di questo o quello scrittore, sui passi descritti da quella particolare storia che ci è rimasta nel cuore. Il secondo consiste nel ricavarsi una parentesi letteraria all’interno di un viaggio di più ampio respiro: soggiornando, per esempio, in hotel che sono dedicati alla letteratura (come l’Hotel Victoria a Trieste, sulle tracce dell’Ulisse di Joyce, o il Library Hotel di New York giusto per citarne due). La terza modalità di questo modo di viaggiare è un po’ atipica per il viaggiatore seriale, ma non per questo meno affascinante: muoversi tra le pagine dei libri, visitare luoghi descritti solo nei libri (luoghi di fantasia come la Terra di Mezzo di Tolkien) o descritti anche nei libri (luoghi reali assurti a topoi letterari, come la strada che diventa emblema di una generazione con Kerouac).

Un progetto di viaggio potrebbe essere quello di visitare le città letterarie: ce ne sono varie in giro. Ma se volete affidarvi a una lista già studiata, potete affidarvi alle proposte redatte dal National Geographic Traveler, sempre valida. Le città selezionate si trovano in Europa, America del Nord e del Sud e Australia e hanno ognuna delle peculiarità che le rendono appetibili anche per chi ama la lettura insieme al viaggio.

Si va da Edimburgo, in Scozia, che è servita da ambientazione per oltre cinquecento romanzi, a Dublino, in Irlanda, che il 16 giugno di ogni anno celebra il Bloomsday, in ricordo di Leopold Bloom, protagonista dell’Ulisse di James Joyce, la cui storia si snoda proprio durante un 16 giugno, ma del 1904 (e, per inciso, l’Irlanda ha quattro Premi Nobel per la letteratura: W.B. Yeats – Nobel 1923, George Bernard Shaw – Nobel 1925, Samuel Beckett – Nobel 1969 e Séamus Heaney – Nobel 1995), quasi uno per ogni milione di abitanti) per continuare a Londra, che tra Shakespeare e Dickens e sir Walter Scott è tutto un brulichio di atmosfere letterarie.

Subito fuori dal podio troviamo Parig, con il cimitero di Père-Lachaise e le tombe di scrittori illustri (uno per tutti: Oscar WildeSi va poi in Russia, a San Pietroburgo, dove potremmo seguire il cammino della morte di Raskol’nikov, il protagonista di Delitto e Castigo di Dostoevskij. Oppure andare a Stoccolma – magari nel periodo in cui viene assegnato il Nobel per la Letteratura – e nutrirsi non solo di cultura, ma anche assaggiare la cena dei Nobel presso il ristorante Stadshuskällaren, e magari, tra una portata e l’altra, incontrare Pippi Calzelunghe e la sua autrice Astrid Lindgren a cui è dedicata una statua proprio nella città.

Se ad affascinarvi è il nuovo mondo (e anche il nuovissimo), allora potete scegliere tra l’America del Nord e del Sud o l’Australia. Negli USA troviamo Portland con la Powell’s City of Books, la libreria più grande del mondo che occupa un isolato intero oppure Washington con la Biblioteca del Congresso che è la più grande del globo. In Cile, invece, potrete avventurarvi alla scoperta di due Nobel per la letteratura che sono vissuti a Santiago: Gabriela Mistral (Nobel 1945) e Pablo Neruda (Nobel 1971).

In Australia, infine, non potete perdervi la State Library of Victoria, la biblioteca nazionale costruita nel 1800, alla quale possono accedere tutti quanti abbiano più di quattordici anni a una condizione: quella di avere le mani pulite.

Viaggiare è sempre affascinante. Con un libro, lo è di più.

Foto | Pixabay




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.