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Posted venerdì, 28 febbraio 2014 by Patrizia Violi in Mondolibri
 
 

A colloquio con Milton Fernández, inventore del Festival Letteratura Milano

A colloquio con Milton Fernández, inventore del Festival Letteratura Milano

Attore, regista teatrale, traduttore, scrittore: Milton Fernández ha molti talenti e li asseconda tutti con eguale passione. Uruguaiano, ha lasciato il suo Paese trent’anni fa. Per sfuggire alla dittatura e seguire un sogno: lavorare con Strehler. È riuscito a realizzarlo e anche a fare molte altre cose intellettualmente stimolanti. Tra cui fondare una casa editrice. Si chiama Rayuela, prende il nome dal “gioco del mondo”, quello che i bambini, da sempre, disegnano sui marciapiedi con un gessetto colorato. Recentemente poi ha inventato il Festival Letteratura Milano che quest’anno tornerà con la terza edizione, piena di eventi, letture, presentazioni e spettacoli dal vivo, dal 4 all’8 giugno prossimo.

Abbiamo incontrato Milton Fernández per farci raccontare le novità dei suoi progetti più recenti. Partendo da lontano, per conoscerlo meglio.

Dall’arte drammatica studiata all’Accademia Nazionale di Montevideo al diploma del Piccolo Teatro di Milano: recitava e lavorava in teatro, come è avvenuto il passaggio verso la letteratura?
Scrivevo per il teatro ma con il passare del tempo le storie si accumulavano, le parole da scrivere aumentavano sempre. La posizione di straniero, di migrante, mi ha stimolato in questo senso, infatti mi ha permesso di conoscere, di esplorare sempre di più. Perché mentre imparavo meglio l’italiano, approfondivo e venivo in contatto anche con altri scrittori, soprattutto della mia lingua. E credo che proprio il confronto con gli altri, la condivisione, rappresenti un arricchimento proficuo e necessario per chi scrive. Così la casa editrice è nata quasi da una necessità, come uno strumento, che permetta a me e ad altri di esprimere di più.

A colloquio con Milton Fernández, inventore del Festival Letteratura MilanoPer la sua casa editrice ha scelto il nome Rayuela, che è anche il titolo di un romanzo di Julio Cortázar, l’ha fondata con l’idea di pubblicare soprattutto autori sudamericani?
Abbiamo libri di poeti importanti come Ernesto Cardenal, Osvaldo Sauma, Oscar Hahn, ma non è la cultura sudamericana la nostra specialità. Piuttosto il filo conduttore delle opere che scegliamo è il descrivere la sensazione di sentirsi stranieri, la nostalgia per il proprio Paese. Ma anche la narrazione di nuova sensibilità, della consapevolezza che si acquista vivendo altrove. E sempre sul tema della migrazione, cerchiamo di esplorare anche aspetti più drammatici. Come nella raccolta di poesie Sotto il cielo di Lampedusa, che ha la prefazione di Erri De Luca e raccoglie versi di chi è sopravvissuto alla tragedia degli sbarchi clandestini nell’isola siciliana, l’ottobre scorso. Un libro a cui tengo molto. Perché testimonia fatti atroci che guadagnano titoloni sui giornali ma poi vengono dimenticati troppo in fretta. È appena uscito e sarà anche presentato al Festival della Letteratura.

La formula del Festival sarà la stessa degli anni scorsi, tantissimi eventi sparsi su tutto il territorio della città, coinvolgendo oltre a librerie e biblioteche, locali, luoghi simbolo di Milano, strade e piazze?
Certo, perché lo spirito del Festival è ancora la condivisione, la spontaneità, il contagio della passione per la letteratura e la poesia. Ma anche la musica e il teatro. La novità di questa edizione, a cui sto lavorando, vorrei che fosse l’incremento degli happening teatrali per strada, con attori, musicisti, danzatori. Il teatro è nato per strada ed è giusto che, ogni tanto, si riprenda questa tradizione. Quindi sperò di poter radunare molti artisti disposti ad esibirsi fuori dagli schemi classici dei circuiti teatrali.

A colloquio con Milton Fernández, inventore del Festival Letteratura MilanoIl Festival letteratura è la versione alternativa, creativa e libera, di Bookcity, kermesse ricca e sponsorizzata. Però il vostro evento ha l’appoggio oltre che di alcuni sostenitori privati, delle biblioteche cittadine…
Lavorare con le biblioteche è una grande sinergia. È molto stimolante percepire l’interesse e l’amore per i libri nella grande partecipazione del pubblico di ogni età. Poi quest’anno c’è una novità: dal 6 all’8 giugno il Festival ospiterà il Salone Piccola Editoria, per dare spazio alle case editrici che non possono permettersi di pagare la cifra stratosferica di uno stand nelle Fiere più importanti. Il nostro Salone sarà allestito nello spazio dell’Ex Fornace che si trova nella zona dei Navigli, uno dei quartieri più frequentati di Milano. Agli espositori sarà chiesto solo un compenso simbolico e avranno anche la possibilità di fare qualche presentazione.




Patrizia Violi

 
Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.