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Posted lunedì, 3 marzo 2014 by Luigi Milani in Recensioni
 
 

La grande bellezza, trionfo agli Oscar dopo le polemiche

E così La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, dopo essersi aggiudicato lo scorso febbraio i Bafta, gli oscar britannici, come miglior film non in lingua inglese, ieri notte ha vinto il premio da sempre più ambito per chi fa cinema, l’Oscar, meritatissimo, per il miglior film straniero. Un riconoscimento che viene attribuito a ben quindici anni di distanza dalla precedente vittoria ottenuta allora da La vita è bella, diretto e interpretato da Roberto Benigni.

Il premio conseguito da La grande Bellezza cade quanto mai gradito e opportuno, in un momento così difficile non solo per il nostro Paese, ma nello specifico soprattutto per il cinema di casa nostra. A parte l’incredibile exploit nei mesi scorsi della commedia di Checco Zalone, Sole a catinelle, i nostri film incontrano immani difficoltà sia in fase di produzione che, peggio ancora, al botteghino.

Il lavoro di Sorrentino, diciamocelo, non è un’opera facile, né furbacchiotta come fu ad esempio il film di Benigni. E la critica di casa nostra, con il consueto, a dir poco discutibile, atteggiamento snob e con una robusta dose d’invidia, non era stata affatto tenera con la pellicola, che pure aveva conquistato anche il Golden Globe, sempre come miglior film straniero.

La grande bellezza, trionfo agli Oscar dopo le polemicheCome mai, vi chiederete voi. Il motivo è sempre lo stesso, un triste mix d’invidia e meschinità. La grande bellezza è stato un grande successo, avendo incassato a oggi ben sette milioni di euro. Una legge non scritta vuole che critica – per quanto oggi quella ufficiale conti sempre meno, surclassata a torto o a ragione dalle recensioni sui social media e sui blog – e pubblico siano spesso in disaccordo. È il destino tipico dei tanti kolossal d’oltremare, schifati dai critici più blasonati e premiati invece dal pubblico, evidentemente greve e di bocca buona, secondo i soloni della critica specializzata… in recensioni soporifere o disinformate, come nel caso dei film d’ambientazione fantastica per esempio.

D’altro canto è meglio incensare film incomprensibili, spesso vere e proprie prese per i fondelli “d’autore”, perché fa tendenza, no?

Al contrario, sono dell’avviso che quando un artista riesce a raggiungere il grande pubblico, è allora che ha davvero raggiunto il suo scopo, che è quello di comunicare, e nel caso del cinema, di fare spettacolo nel senso migliore e più alto dell’espressione.

Alla luce di questi ragionamenti ho molto apprezzato i ringraziamenti del regista, quando ha annoverato tra le fonti d’ispirazione il grande e purtroppo oggi quasi del tutto rimosso Federico Fellini, la musica dei Talking Heads, il cinema di Martin Scorsese – pure grande sconfitto quest’anno agli Oscar nonostante la qualità del suo The Wolf of Wall Street con un eccellente Leonardo Di Caprio – e Diego Armando Maradona, “quattro campioni nella loro arte che mi hanno molto insegnato tutti cosa vuol dire fare un grande spettacolo, (cosa) che penso sia innanzitutto alla base dello spettacolo cinematografico”.

Concludo segnalando un’ultima, ennesima polemica: Mediaset ha programmato la messa in onda del film su Canale 5 per domani sera, 4 marzo, ma gli esercenti cinematografici hanno stigmatizzato la decisione, che a loro dire potrebbe “penalizzare l’ulteriore sfruttamento dell’opera all’interno della filiera audiovisiva”. Ogni ulteriore commento mi pare sia superfluo, cari amici di GraphoMania…

Il video della premiazione del film lo si può vedere sul sito della Rai, mentre in apertura di post trovate il trailer.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.