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Posted 24 Marzo 2014 by Sara Rania in Mondolibri
 
 

Al Salon du Livre di Parigi con la febbre della lettura: la più bella delle malattie

Al Salon du Livre di Parigi con la febbre della lettura: la più bella delle malattieE quando stasera le due applicazioni dedicate all’Argentina e a Shanghai scompariranno dagli schermi di molti smartphone, il sipario sarà davvero calato su questa trentaquattresima edizione del Salon du Livre di Parigi. Eppure per il momento manca ancora qualche ora alla fine di questo evento. Lunghi minuti da vivere a un’altra velocità, apprezzando dettagli meno evidenti che ci raccontano alcune tendenze in atto in un tessuto sociale che resta storicamente affezionato alla letteratura, nonostante i pesanti venti di crisi che ne spazzano molti settori. Il mondo del libro odierno non smette di reinventarsi, e lo fa cavalcando alcuni filoni e anticipandone altri, ma soprattutto riportando all’ordine del giorno tematiche atemporali come il lavoro, simpaticamente collocato da alcuni editori nella collana saggi e filosofia, con una speranza mista a rassegnazione che a volte ci distingue, altre invece davvero non somiglia alla quotidiana lotta di molti italici travailleurs.

Siamo saliti sulla jeep rossa di Tintin, apparsa per la prima volta sotto forma di Peugeot 201 nel 1939 all’interno dell’album «Tintin au pays de l’or noir», abbandonato durante la guerra e poi ripreso nel 1948 con una trasformazione di marca che risente in maniera più che evidente degli esiti del conflitto, dell’americanizzazione dell’Europa centro-meridionale e degli effetti sociali del Piano Marshall, sognando di vincere il concorso promosso dall’azienda dei trasporti pubblici locali, e di essere scelti (cosa, ahinoi, mai accaduta) per partecipare a un simpatico viaggio di un ora in un bus anni ’30 e in compagnia di alcuni famosi autori contemporanei, dieci per ognuno dei due appuntamenti, martedì 18 marzo alle 11 con Karine Tuil e domenica 23 marzo alle 14 con l’americano Douglas Kennedy.

Al Salon du Livre di Parigi con la febbre della lettura: la più bella delle malattieE mentre i piccoli presenti (under 14 anni) si sono lanciati a immaginare l’aspetto esteriore dei loro libri preferiti con il contest Invente la couverture de ton livre lasciandoci ben sperare sulle attitudini libresche e creative delle nuove generazioni, abbiamo scovato alcuni segni della follia al potere, tra diavoli che fanno capolino tra scaffalature, banchetti e affiche ci ricordano quell’elogio reso celebre da Erasmo da Rotterdam e costantemente sotteso alla «letteratura saggia», naturale, affermata, e piccole case editrici che affidano la loro stessa denominazione al «Mot Fou».

E, curiosità somma, ci siamo imbattuti in un grande ritorno, quello dell’amato-odiato dettato. Proprio lui, pilastro della pedagogia classica quasi scomparso e che invece riprende quota, e non solo nel sistema educativo francese, tradizionalmente ossessionato dalle questioni d’ortografia, al centro della quinta edizione di un appuntamento intitolato La Dictée pour les Nuls, grande sfida svoltasi sabato 22 marzo alle 13,30 sulla grande scène du Salon du Livre de Paris sia per giovani che per adulti.

Al Salon du Livre di Parigi con la febbre della lettura: la più bella delle malattieAnche il nostro arrivederci all’anno prossimo è velato di riflessioni. Quando anche gli organismi pubblici invitano i cittadini a «leggere diversamente», lasciandosi tentare dalle grandi possibilità offerte dagli strumenti multimediali certe voci ironiche e vere (magari ancora più veritiere e dirompenti proprio perché esposte attraverso il viatico modesto dell’ironia) risuonano di un’eco tutta nuova e quasi profetica al giorno d’oggi. Come la figura di Jean-Jacques Sempé ricordata da un’esposizione che porta nuovamente agli occhi del pubblico le opere di un grande disegnatore che ha lavorato a stretto contatto con il mondo dell’editoria, ritraendo libri, autori, gatti, copertine varie e sviluppando un certo particolarissimo sentire a stretto contatto con le evoluzioni sociali. A questo proposito risulta particolarmente interessante, e a tratti addirittura evocativo, un libricino di Eero Tolvanen pubblicato nel 1964 in poche copie, ma rieditato proprio in occasione del salone. Si tratta de La maladie du papier, testo nel quale l’autore immagina l’incubo della scomparsa della materia prima del libro: la carta. Mala tempora currunt in un’immaginaria apocalisse della carta che ci interpella ancora, nonostante sia stata descritta da Sempé ben mezzo secolo fa:

… La richiesta di carta da scrivere fu per un certo periodo quasi così importante che quella della carta stampata. Tutti desideravano scrivere, qualsiasi cosa e a chiunque, o a nessuno.
Il mondo ha mai conosciuto così tanti scrittori?
Fortunatamente per l’umanità le biblioteche di microfilm sono state preservate.
La malattia della carta ci ha insegnato qualcosa?

La risposta (forse) nell’ultima immagine!

Al Salon du Livre di Parigi con la febbre della lettura: la più bella delle malattie

Foto | Sara Rania




Sara Rania

 
Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell'anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall'alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d'adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l'Isola d'Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l'insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.