1
Posted 28 Marzo 2014 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Ricordando Virginia Woolf nel giorno in cui si suicidò

Virginia Woolf (1882-1941)Ci è facile immaginare Virginia Woolf (1882-1941) seduta alla sua scrivania, dietro i vetri di una finestra, intenta a scrivere, mentre gli alberi ondeggiano, gettano un’ombra mossa e imprecisa sul pavimento. Un’istantanea che ce la restituisce preziosamente intatta, prima della tragedia, delle voci che la opprimevano, della breve lettera d’addio scritta al marito in quel lontano 28 marzo del 1941. Un gesto assoluto che avrebbe messo per sempre il silenzio tra lei e il mondo, tra la pazzia paventata e la violenza reale di una guerra che, nella primavera del 1941, si fa sempre più vicina, rubandole quel poco di equilibrio e serenità che l’è rimasto.

Il rombo dei bombardieri, l’ombra della loro sagoma sinistra che si allunga per un istante sul prato di Monk’s House prima di balzare verso Londra le risultano sempre più insopportabili. Sempre più intollerabili. Nel cassetto la stesura finale di Tra un atto e l’altro, la sua ultima opera. La scena è così completa, la vita della scrittrice sull’orlo del dissolvimento. Le acque ancora gelide del fiume Ouse, siamo in marzo, pronte a inghiottirla.

Un ultimo atto che mette la parola fine all’esistenza di una delle più grandi scrittrici del Novecento. A una penna squisita che ha dato nuova vita al romanzo, spezzandolo in impressioni, sensazioni, emozioni. Una girandola, potremmo chiamarla anche così, che colpisce in un caldo giorno di giugno Mrs Dalloway mentre passeggia per Londra, che diventa una sinfonia a sei voci ne Le onde e che si riverbera nel cielo teneramente estivo (ma non per questo privo di chiaroscuri e fosche minacce) delle Isole Ebridi in Gita al faro.

La realtà di Virginia Woolf fluisce sempre ininterrottamente, crea vortici, si inabissa verso la notte, si solleva di nuovo verso il sole: è ora luce, oscurità, presentimento. La bellezza del mondo, diceva del resto la stessa scrittrice, ha due tagli, uno di gioia, l’altro d’angoscia e divide in due il cuore.




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).