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Posted 31 Marzo 2014 by Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Nikola Savic vince la prima edizione di Masterpiece

Nicola Savic vince la prima edizione di Masterpiece

E con domenica 30 marzo, siamo giunti alla puntata finale di Masterpiece che, prova dopo prova, ci ha presentato il fortunato vincitore la cui sorte è quella di veder coronato un sogno importante: la pubblicazione del proprio romanzo da parte della Bompiani e in grande stile, con una prima edizione di ben centomila copie!

Ma, prima di soffermarci sulla puntata e sul vincitore, rivediamo quali erano i cinque “sopravvissuti” alle eliminazioni e cerchiamo di conoscere meglio il loro rapporto con la scrittura.

  • Nikola Savic, il simpatico commerciante di trentasei anni di origine serba, il quale dice della sua scrittura che è un mutamento continuo, qualcosa di cui non può fare a meno; ammette senza alcuna riserva che grazie a Masterpiece ha imparato a rendere migliore il suo scrivere, e quella grande vocazione che emerge dai suoi quasi due metri di altezza, non lascia indifferenti. Il suo romanzo, che definisce ben strutturato, si intitola Vita migliore.
  • Lorenzo Vargas, lo studente del quale abbiamo notato la determinazione e la capacità di accettare la sfida, di non lasciarsi intimorire dal talento altrui, dice di scrivere principalmente per un piacere personale, ma anche perché spera di fare qualcosa di buono alla sua psiche e a quella di chi lo leggerà. Accetta le correzioni dell’editor Cristofori con riserva: “L’autore sono io e io decido”. Il suo romanzo (del quale difende a spada tratta l’astrattezza) si intitola Pierre non esiste.
  • Stefano Bussa, il medico che vorrebbe più spazio per l’ironia, dice: “La mia scrittura è stata definita sterile, piatta e priva di spunti fantasiosi o pittoreschi ma io la voglio esattamente così. Non voglio vincoli di nessun tipo, per me la scrittura è uno strumento per raccontare delle storie, dei sentimenti, delle emozioni”. Ritiene che tutto nasca e si sviluppi in modo imprevedibile, da un’idea improvvisa. Ha partecipato a Masterpiece con il noir “a settima coorte.
  • Raffaella Silvestri, ventinovenne di Milano, laureata a Cambridge, dapprima ha accantonato la scrittura per inseguire il tanto agognato posto sicuro, ma poi – in una scelta opposta – ha lasciato il suo lavoro di manager per dedicarsi alla scrittura: incoscienza o coraggio? Non suscita grande simpatia quella sua sicurezza e il tono critico nei confronti dei suoi stessi colleghi, ma è sempre riuscita a superare le prove e i trabocchetti: talento o determinazione? Di certo entrambe le cose. Ha scritto La distanza da Helsinki.
  • Stefano Trucco, impiegato genovese di cinquantuno anni, ha sempre detto che la vita esiste per finire in un libro, dunque tutto ciò che scrive evidenzia spesso collegamenti con ciò che conosce, o almeno così è emerso dalle prove. La sua ironia è sempre inaspettata perché ben nascosta da una certa timidezza; è una persona molto garbata e sebbene spesso abbia sfiorato l’eliminazione, se l’è cavata egregiamente dando prova di talento. Si è presentato a Masterpiece con il romanzo Fight Night.

Fatta la conoscenza più approfondita con i finalisti, vediamo in breve che cosa è successo nella puntata di ieri. Intanto, una sfida all’ultimo sangue tra Vargas e Bussa, i quali si sono giocati la loro ultima possibilità demolendo l’uno lo scritto dell’altro, su volontà dei giudici e di fronte ai librai di Torino, pronti a essere conquistati dall’uno o dall’altro concorrente. È stato Stefano Bussa a soccombere per primo, lasciando il programma ma con lode, perché definito dai giudici all’unanimità un ottimo scrittore, ma Vargas lo ha raggiunto nella prova successiva, con uno scenografico inchino alla giuria e la frase: “Il mio romanzo è fighissimo, perciò qualcuno deve assolutamente pubblicarlo!”

Abbiamo visto – in qualità di ospiti o giurati – la scrittrice Susanna Tamaro, Donato Carrisi, vincitore del Premio bancarella 2009, e Giuseppe Battiston, il simpaticissimo attore italiano che ha ricevuto importanti e numerosi riconoscimenti.

Ieri, ogni prova ruotava attorno ai manoscritti dei concorrenti in gara: finalmente i testi hanno avuto il posto d’onore e la giusta rilevanza nella trasmissione, cosa che a dire il vero era sempre stata assente e – a nostro giudizio – più che contestabile! Devo dire che è stato molto interessante immergersi in quelle storie, tutte così ben scritte e capaci di attrarre il lettore. Ma, a questo punto, è giunto il momento di fare il nome di colui che nella veste di scrittore si affaccia per la prima volta nel panorama letterario italiano: si tratta di Nikola Savic, il quale “scrive a frasi secche e compiute, in frammenti definitivi che raccontano la realtà”. Vince l’energia vitale, la capacità di strappare sorrisi o emozioni con le parole, il lavoro duro (non dimentichiamo che scrive in una lingua non sua), a dimostrare la forza di volontà. Bravo, siamo davvero felici per lui e gli auguriamo d’aver raggiunto un traguardo che rappresenti soltanto l’inizio della sua carriera di scrittore.

Un in bocca al lupo sincero al vincitore dunque, per questo successo, ma anche a tutti coloro che – a Masterpiece – hanno dimostrato talento, volontà, tecnica, vocazione. Ricordate: a volte, anche gli ultimi, diventano i primi!

Foto | Facebook




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.