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Posted 16 Aprile 2014 by Patrizia Violi in Mondolibri
 
 

Una sottile linea rosa di Annalisa Strada. Intervista all’autrice

Annalisa Strada, Una sottile linea rosaIl problema delle mamme-bambine, le adolescenti vittime “dell’incidente fatale” che le catapulta nel mondo delle madri, viene spesso affrontato con toni scandalistici. Quasi sempre si parla delle gravidanze precoci come di eventi che capitano solo in situazioni di disagio. Mai in famiglie “normali”. Certo, c’è stata Juno, ma è americana, e viveva ben lontano, dall’altra parte dell’oceano. Mentre da noi le baby-gravidanze, vengono urlate come fenomeni da disadattate oppure, al contrario, taciute. Ora invece se ne parla in Una sottile linea rosa il nuovo romanzo di Annalisa Strada, insegnante e già autrice di altri testi per ragazzi.

Questo libro (candidato anche al Premio Andersen), racconta infatti il dramma di una sedicenne che scopre di essere incinta. La protagonista di questa storia è una teenager tranquilla, sportiva, studiosa, con una famiglia nella media. Un’adolescente come tante, che ha sperimentato un attimo di trasgressione che le ribalta la vita. Quando nel test di gravidanza appare quella sottile linea rosa, temuta e inaspettata, la ragazza è terrorizzata. Dovrà trovare il coraggio di parlare con i genitori. E poi decidere se abortire o diventare madre.

Un bimbo dentro. Invisibile, eppure così presente. Chiuso nella mia pancia che da fuori sembra piatta come sempre. Ad appoggiarci la mano non si sente niente, a parte qualche borbottio, come quando appoggi la mano sulla pancia di un cane che dorme. Eppure pesa tantissimo. È come una bomba a esplosione rallentata. Qualcosa che mi resterà addosso anche quando la mia pancia sarà tornata piatta e vuota, ma vuota davvero…

Scrivendo questa storia, l’autrice ha trovato la leggerezza con cui coinvolgere il lettore nelle vicende della protagonista, senza giudicare, senza calcare la mano esagerando nell’emotività. Il risultato è toccante e soprattutto attuale. Abbiamo incontrato Annalisa Strada per parlare dell’importante messaggio sociale che il suo libro contiene.

Annalisa Strada, autrice del romanzo “Una sottile linea rosa”Da cosa è nata l’idea di Una sottile linea rosa? L’ispirazione è arrivata dal suo lavoro di insegnante?
Il rapporto tra questo testo e la mia attività di docente è indiretto. L’idea è nata da quattro chiacchiere davanti a un caffè con Maria Chiara Bettazzi, editor di Giunti. Stavamo commentando alcuni dati pubblicati allora (un anno e mezzo fa circa) sulle gravidanze precoci in Italia e quei numero mi hanno colpito. Pensandoci, mi sono venute in mente la curiosità dei miei studenti e le domande che ponevano agli esperti durante le ore dedicate all’affettività e alla sessualità. I loro interrogativi mi avevano stupito perché rivelavano un rapporto con la sfera della sessualità molto diverso da quello della mia generazione: più aperto e smaliziato, ma forse per questo più invadente nel loro equilibrio. Le considerazioni maturate allora mi sono rimaste presenti durante la stesura del testo, insieme a quanto avevo potuto osservare e ascoltare dai discorsi degli altri adolescenti che mi sono trovata a frequentare promuovendo la lettura e i libri o a casa.

Parlando del suo libro si cita spesso la realtà americana dove il problema delle madri adolescenti è molto diffuso. Secondo lei la realtà del nostro Paese è diversa? Meno grave?
Non conosco abbastanza bene la realtà statunitense per fare un paragone sufficientemente critico. Ho visto il film Juno e varie puntate di trasmissioni tv nate negli USA e dedicate all’argomento, oltre ad aver letto articoli e dati statistici. In Italia il fenomeno fa registrare numeri di gran lunga inferiori a quelli americani, per quanto i dati nostrani siano in crescita. Forse anche le motivazioni sono diverse. Di certo, per molti aspetti, nella storia recente i nostri costumi si sono mossi nella scia di quelli americani, quindi quello delle gravidanze precoci è indesiderate è un tema al quale conviene prestare la massima attenzione, anche per evitare l’effetto eco, dettato dall’emulazione o dalla normalizzazione di atteggiamenti che possono avere conseguenze importantissime nella vita dei ragazzi oltre che sulle loro attitudini relazionali.

Ha raccontato la sua protagonista con molta empatia, senza cadere nella banalità o eccedere nei toni. Come è riuscita a trovare lo stile giusto, a bilanciare perfettamente questo equilibrio? Ha avuto problemi nel calarsi nel linguaggio adolescenziale?
Il linguaggio del testo nasce da un percorso di ascolto e di lima linguistica. Cadere nella caricatura era un rischio molto facile e sono sicura che sarebbe risultato scostante al lettore, andando a inficiare irrimediabilmente il rapporto di fiducia che è il patto implicito tra chi scrive e chi legge. In questo senso, comunque, credo di essere stata avvantaggiata dal fatto che i giovani siano fortunatamente miei frequenti interlocutori e che leggo il più possibile ciò che scrivono loro e quel che di meglio viene prodotto per loro. Il linguaggio è come il bucato colorato: non è difficile farsi stingere addosso le sfumature, se non si oppone troppa resistenza razionale.

Siamo immersi in una realtà esageratamente sessualizzata, attraverso la tv, la pubblicità, (prima ancora che internet) bambini e ragazzi sono a contatto con immagini erotiche a 360°. Le gravidanze adolescenziali indesiderate ci sono sempre state ma ora questo martellante richiamo all’eros incita i ragazzi a sperimentare sempre più presto. Ovviamente senza la necessaria maturità emotiva, ha pensato al suo libro anche come un mezzo educativo? Farà presentazioni nelle scuole?
Dire che farei del mio testo uno strumento educativo è un’espressione che un po’ mi spaventa. Direi però che mi piacerebbe se il mio testo riuscisse a sollevare in chi lo legge domande, dubbi e qualche considerazione. Chi si abitua a porsi domande ha meno difficoltà nel trovare risposte e più difficilmente inciampa.




Patrizia Violi

 
Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.