0
Posted venerdì, 2 maggio 2014 by Sara Rania in Mondolibri
 
 

Biblioteca Italo Calvino: dove si affina il sapere all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi

Biblioteca Italo Calvino: dove si affina il sapere all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi

Nel cuore ombreggiato e nascosto dell’Hotel de Galliffet, antica e prestigiosa sede dell’IIC Istituto Italiano di Cultura della città di Parigi, organismo legato al Ministero degli Affari Esteri, c’è un insieme di sale che attira tanti appassionati del Belpaese. Si tratta della Biblioteca Italo Calvino, un luogo che porta incisi nelle colonne, nelle volte, negli scaffali e naturalmente nella profonda curiosità di coloro che la frequentano, lo spirito del grande scrittore al quale è dedicata. Una fresca caverna di Ali Babà situata nel seminterrato che, col suo folto corpus di opere riferite a numerosi ambiti della cultura italiana, un’attenzione particolare alla letteratura italiana contemporanea, alla storia del XX secolo (con un’importante sezione dedicata alle mafie e al crimine organizzato) al cinema e all’arte, costituisce una delle più importanti collezioni d’oltralpe. Accessibile liberamente e gratuitamente, con un’iscrizione da effettuare in loco dietro presentazione di un documento d’identità, di una foto tessera e di un assegno cauzionale di 50 €, la Biblioteca Calvino mette a disposizione degli utenti anche una ricca raccolta di materiali video e audio, consultabili sul posto, nel bel giardino del centro o attraverso prestiti, oltre che le principali testate stampa italiane, per trasmettere anche all’estero una visione tridimensionale della penisola, supportare coloro che desiderano apprendere al meglio «la lingua di Dante», stimolare i giovani lettori con i grandi classici della letteratura giovanile italiana da Collodi a Rodari, passando per De Amicis e Salgari, Vamba, Eco, Maraini, Morante e Moravia, fino ad autori più vicini nel tempo e combattere alcuni stereotipi radicati.

La storia recente della Biblioteca (inaugurata insieme all’Istituto negli anni ‘50 del secolo scorso) è strettamente legata a quella di Italo Calvino, del quale custodisce numerose opere e innumerevoli traduzioni riunite nell’omonimo fondo anche grazie all’importante donazione di centinaia di volumi effettuata dalla vedova Esther Singer Calvino alla fine degli anni ‘90. Intorno a uno dei più solidi pilastri della nostra vicenda letteraria, vissuto a lungo nella capitale francese, la Biblioteca è stata costruita portando avanti una politica di acquisizione dinamica caratterizzata dal costante lavoro di aggiornamento delle raccolte con l’aggiunta di studi sull’autore, nuove pubblicazioni, lavori universitari, estratti di periodici e monografie, fondamentali per i ricercatori e per le mostre, come quella su «Le città Invisibili» allestita a fine 2002 presso la Triennale di Milano.

Biblioteca Italo Calvino: dove si affina il sapere all’Istituto Italiano di Cultura di ParigiPer orientarsi nella grande offerta di tomi messi a disposizione del lettore c’è un apposito catalogo online aggiornato internamente, prezioso strumento di consultazione sul quale è possibile creare un profilo utente per gestire le prenotazioni, l’applicazione «Library IIC Parigi», ma soprattutto l’insostituibile esperienza dei bibliotecari, che mi hanno guidata alla scoperta dei meandri della Biblioteca, sottolineando molti punti estremamente accattivanti. Sono stati proprio loro a fornirmi tante dritte sulle richieste e le sollecitazioni provenienti dai fruitori, che amano avventurarsi nelle opere degli autori vincitori dei maggiori premi nazionali, come lo Strega e il Campiello, apprezzano le «Signore» della nostra letteratura, come la Mazzantini e la Mazzucco, e sono spesso catturati dalle vicende politiche e sociali dello ultimo mezzo secolo.

Numerose sono infatti le piste che permettono di esplorare le ricchezze della Biblioteca a partire dallo storico nucleo fondativo. Tanti sentieri che interesseranno i fan di letteratura con i libri di Pasolini del fondo Anna Rocchi-Pullover, professore all’Università Paris VIII-Saint-Denis, quelli di Beppe Fenoglio e Vitaliano Brancati tradotti da Alain Sarrabayrouse (professore a Paris X-Nanterre); i melomani saranno pronti a lanciarsi nella sinfonia del fondo musicale nel quale sono presenti partizioni di musica risalenti al periodo intercorso tra gli anni 1910 e 1930, provenienti dall’ex Istituto di Cultura Italiana di Bucarest; gli antichisiti che potranno viaggiare nel tempo tra le pagine delle traduzioni italiane dei classici greci e latini appartenute al fondo Casa del Fascio di Parigi; gli storici e i politologi beneficeranno delle informazioni contenute nel fondo Paolo Orano, con le opere del giornalista che fu per un breve periodo direttore del centro negli anni ‘30, della raccolta di libri sulla storia del movimento operaio italiano del fondo Marc Brianti (ex-dirigente FIAT France) e delle riflessioni sul fascismo e sull’Italia contemporanea del fondo Jacques Nobécourt (giornalista e inviato di Le Monde a Roma); i sociologi e gli appassionati di immigrazione di quelle dei fondi del CEDEI (Centre d’Études et de Documentation sur l’Émigration Italienne) e per coloro che desiderano tuffarsi nelle bellezze antropologiche del Sud Italia grazie al fondo Jean-Michel Sallmann, professore dell’Université Paris X-Nanterre e specialista della stregoneria dei secoli XVI e XVII, e ai testi sulla letteratura e il dialetto napoletano del fondo Cella-Cutolo. C’è spazio anche per la storia del cristianesimo, rappresentata nel fondo Père Franceschini, per i testi italiani e francesi del fondo Giambattista Vico e per «La Critica» e i «Quaderni» di Benedetto Croce del fondo Paul Demiéville, oltre a numerosi altri contributi ancora in divenire nel fondo del regista italiano Fabio Carpi, e quello di Milva Maglione, moglie dell’artista Lucio Del Pozzo, affiancati ai testi provenienti da frequenti donazioni di privati e alle opere con dedica di celebri scrittori di passaggio come Edoardo Albinati, Vincenzo Consolo, Umberto Eco, Claudio Magris, Dacia Maraini, Eugenio Scalfari, Alvise Zorzi.

Biblioteca Italo Calvino: dove si affina il sapere all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi

Foto | Sara Rania




Sara Rania

 
Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell'anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall'alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d'adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l'Isola d'Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l'insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.