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Posted sabato, 10 maggio 2014 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Premio Campiello Giovani 2014: i finalisti e il riconoscimento estero

Finalisti Campiello Giovani 2014

La Giuria Tecnica del Concorso Campiello Giovani, composta da Giuliano Pisani, Giulia Belloni e Licia Cianfriglia, ha reso noti i nomi dei finalisti del concorso promosso dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto, come anche il riconoscimento per il miglior racconto estero. A seguire i nomi dei finalisti, i titoli delle opere e le motivazioni della Giuria per il riconoscimento.

  • Chiara Di Sante (Gorle, Bergamo, 21 anni) Zucchero: Uno psicanalista ormai sfinito e diabetico, una moglie che ha perso un figlio alla nascita e si consola facendo marmellate di arance, un carcerato che la guarda dalle sbarre della sua cella, un giovane paziente ossessivo compulsivo, che per placare l’ansia mangia bustine di zucchero e cerca di resistere, fino alla disfatta finale. Quattro esseri umani allo stremo, che cercano conforto l’uno nell’altro in trasversali incastri che non li salvano. Un racconto cupo e sapiente, dal ritmo vertiginoso e incalzante, che lontano da visioni consolatorie, regala uno spaccato raggelante e disperato della realtà. Incalzante.
  • Carmelita Noemi Zappalà (Catania, 19 anni) Corpi Carta: Il racconto della difficile intersecazione di due destini, quello di chi vuole vivere, e di chi crede che non resti che morire. Un amore impossibile, narrato a due voci dai suoi protagonisti, una lotta contro il tempo che ticchetta inesorabile e indifferente come sempre. Una debole speranza che albeggia prima del temporale, una ragazza in cui disperazione e anoressia albergano indisturbate, che lascia decine di biglietti nella metropolitana, in una specie di grido d’aiuto che si ripete incessantemente inascoltato. Un racconto sull’attesa e sulla paura, sul destino che incombe, e la forza di combatterlo. Toccante.
  • Deborah Osto (Spinea, Venezia, 18 anni) Corpi celesti: L’incontro tra un uomo e una prostituta scappata al suo destino, con le vesti logore e strappate, una mano ferita da vetri, un’anima resistente ed evitante come poche. Un dialogo lungo e lento, fatto di piccoli passi, di pudore e di attenzione. e la riscoperta del significato delle parole e delle cose, in un graduale processo di riacquisizione della propria identità, fino alla nascita dei primi germogli d’amore, e per paradosso, la richiesta della propria libertà. Un racconto maturo, capace di scandagliare il degrado e la sua temperatura, ma anche il mistero dell’incontro e delle possibilità che può spalancare. Inquietante.
  • Daniele Comunale (Roma, 21 anni) Antopofania: Una vecchia sdentata e malvestita si aggira stanca per la capitale: provoca, chiacchiera, genera scompiglio, si diverte a tentare di sedurre uomini accompagnati, disturba i tavolini dei ragazzi. Si è sposata un omosessuale da cui ha avuto un figlio disabile. Incontra anche lui nei suoi pellegrinaggi, e lo vede mentre si confida con un giovane. Una volta a casa li ritrova insieme, ma si reca subito nella stanza del figlio, che ha legato per non farlo cadere dal letto. Purtroppo il ragazzo si è impiccato. Un affresco apocalittico di una Roma fastosa e decadente e della sua implacabile rovina. Conturbante.
  • Maria Chiara Boldrini (Bientina, Pisa, 17 anni) Odori di sogni: Una bambina algerina ha l’occasione di trasferirsi in Italia, tramite un’associazione, per curare un’infezione a un rene. La permanenza dovrebbe concludersi ma, dopo un periodo passato in una scuola marocchina, lei concepisce il desiderio di tornarci. Aiutata da una delle organizzatrici dell’associazione, viene iscritta a una scuola di parrucchiera, e con la scusa di portare una comitiva in Italia, riesce a farvi ritorno. Qui scopre il fascino di un paese che non è il suo, ma profuma di erba intrisa di sogni. Un racconto ipnotico che racconta il viaggio di un’anima in cerca di sé stessa. Ammaliante.

La Giuria ha anche espresso una menzione per Futuro semplice di Ester Lunardon (Bassano del Grappa, Vicenza): “Lui studia in Inghilterra, lei ancora in Germania. Scrivendosi s’interrogano sul senso della vita e il valore delle scelte. Una riflessione sul presente come via d’accesso a tutti i futuri possibili. Un racconto pensieroso, poetico, ironico”.

Il riconoscimento estero va ad Ambra Giacometti, diciannovenne di Locarno (Svizzera) per il suo racconto Anemia. Questa la motivazione della Giuria: “Storia di una passione psicotica tra un albino bianco come il latte e una ragazza rossa come il sangue. Lui, disoccupato e solo, vive in un appartamento pagato con una rendita familiare, e passa le giornate tra la televisione e il computer. Lei, spogliarellista in un locale, si guadagna da vivere e cerca un po’ di serenità. Nella mente di lui nasce tra loro un amore romantico, fatto di attenzione e dolcezza, di ascolto e di rispetto. Nella realtà, invece, lui la perseguita seguendola e una sera, vedendola col il suo fidanzato, la tramortisce, la porta a casa sua e poi la uccide. In un climax incalzante di tensione e di angoscia, la storia di una mente deviata e confusa, che vive al di fuori della realtà. Insinuante”.

Il vincitore del Campiello Giovani, scelto dalla Giuria dei Letterati, verrà annunciato a Venezia sabato 13 settembre 2014 in occasione della conferenza stampa finale del Premio Campiello e premiato sul palco del Gran Teatro della Fenice durante la serata finale. Il premio consiste in un viaggio di studio in un paese europeo.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.