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Posted mercoledì, 14 Maggio 2014 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

La misteriosa vita della scrittrice Jean Rhys

Jean Rhys

Travolta dalla vita, abbandonata dagli uomini e dimenticata dal mondo intero, Jean Rhys (24 agosto 1890-14 maggio 1979) riapparve quasi miracolosamente nel 1966. Un anno in cui il destino, per uno di quegli inaspettati rovesci di fortuna di cui ci sfuggono sempre le coordinate, volle come ricompensarla per quell’oblio durato troppo a lungo. Per quel silenzio paragonabile forse solo alla morte. Il suo romanzo Il grande mare dei Sargassi divenne in poche settimane dalla pubblicazione l’evento letterario dell’anno. Pubblico e critica si infiammarono per quella donna esile, dai capelli bianchi e che, ultrasettantenne, osava un trucco ancora civettuolo. Fioccarono così premi e onorificenze che la scrittrice però liquidava immancabilmente con un laconico, ma teatrale: “Troppo tardi”.

Nata nelle Indie Occidentali da padre gallese e madre creola, Jean Rhys arrivò a Londra all’età di sedici anni per continuare gli studi, ma la passione per il teatro la portò a disertare presto le aule scolastiche per le tavole del palcoscenico. Una carriera tuttavia breve, ostacolata dall’accento coloniale e che per forza di cose dovette puntare solo sull’avvenenza della giovane che si trovò così ad affrontare lunghe tournée in un’Inghilterra gelida, dove il sole diventava, durante i lunghi, interminabili mesi invernali, soltanto un miraggio. Una vita fatta di minuscole camere in squallide pensioni, di pasti frugali consumati con le amiche, di sogni destinati ogni volta a frantumarsi di fronte alla realtà dura e bieca della vita.

Neppure l’amore sembrava andare mai per il verso giusto. Londra, Vienna, Parigi. Jean Rhys si lasciava andare alla corrente. Senza bussola, navigava come poteva, legandosi ogni volta a uomini sbagliati.

Sollecitata dallo scrittore Ford Madox Ford iniziò, però, a scrivere. Inizialmente dei racconti poi dei romanzi brevi. Primo per importanza e intensità l’indimenticabile Buongiorno, mezzanotte del 1939, dove l’ambiente della Parigi più bohémien, fatta di caffè fumosi, di esuli senza arte né parte e di donne perdute, veniva colto e descritto meravigliosamente; dove solitudine e disperazione diventavano – irrimediabilmente – i poli del cuore.




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).