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Posted venerdì, 13 giugno 2014 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

A Claudio Magris il Premio Fondazione Il Campiello 2014

Claudio Magris

È Claudio Magris che quest’anno vince il Premio Fondazione Il Campiello, premio che dal 2010 viene assegnato a una insigne personalità della cultura letteraria italiana contemporanea. I vincitori degli anni scorsi sono stati: Carlo Fruttero (2010), Andrea Camilleri (2011), Dacia Maraini (2012) e Alberto Arbasino (2013).

Il Premio Fondazione Il Campiello verrà consegnato il prossimo 13 settembre, nel corso della Cerimonia di premiazione del vincitore della 52^ edizione del Premio Campiello al Gran Teatro La Fenice di Venezia, cerimonia che, al pari dello scorso anno, sarà condotta da Geppi Cucciari e Neri Marcorè. Commenta Roberto Zuccato, Presidente della Fondazione Il Campiello:

Il nostro è un omaggio a una personalità di straordinario spessore intellettuale e culturale.

E poi, presentando il vincitore, ha chiosato:

Fine letterato, autorevole critico e acuto saggista, Claudio Magris non solo è tra gli scrittori italiani contemporanei più originali, ma rientra anche tra i più illustri rappresentanti della letteratura europea. Le sue opere di narrativa si contraddistinguono per uno stile raffinato, in cui l’estetica della parola si unisce in modo magistrale alla profondità della riflessione saggistica. Siamo pertanto orgogliosi che abbia accettato il nostro Premio.

Claudio Magris, classe 1939, ha insegnato Lingua e Letteratura Tedesca all’Università di Trieste e di Torino, contribuendo con numerosi studi a diffondere in Italia la conoscenza della cultura e della letteratura mitteleuropea. Nel 2004 ha vinto il prestigioso Premio Príncipe de Asturias per le lettere e dal 2006 è Membro dell’Accademia dei Lincei. Collabora con il Corriere della Sera e dal 1994 al 1996 è stato senatore. Nel 2012 è uscito presso Mondadori, nella collezione I Meridiani, il primo dei due volumi delle Opere di Magris.

Nel 2009 Claudio Magris aveva già conseguito il Premio Campiello Germania (Campiello Europa) per il romanzo Blindlings (“Alla cieca”).

Foto | Matus Zajc




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.