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Posted domenica, 22 Giugno 2014 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Viaggi letterari nel regno della fantasia

Viaggi letterari nel regno della fantasia

Tra i molti viaggi che si possono compiere, quelli letterari permettono di muoversi anche nel mondo della fantasia, senza per questo essere impossibili da realizzare. Di viaggi fantastici la letteratura ce ne ha tramandati molti, moltissimi: e non parliamo solo di viaggi nel futuro o nel passato, ma anche di percorsi fantascientifici (dando a questo termine ampia accezione) che fungono da occasione per guardare al presente con occhio distaccato, scanzonato forse.

Ognuno di noi ha le proprie mappe letterarie e, soprattutto per quel che riguarda i viaggi fantastici, i gusti personali rendono tali mappe singolari. Ci sono dei viaggi fantastici che hanno degli stilemi comuni che permettono di costruire quasi l’ossatura su cui ognuno potrà successivamente disegnare la propria mappa.

Uno dei viaggi fantastici più affascinanti, a mio modo di vedere, ci viene dalla mitologia greca: il mito di Persefone (che, nella tradizione latina, diventa Proserpina). Stando a una versione del mito, Persefone – figlia di Zeus e di Demetra – venne rapita da suo zio Ade, dio dell’oltretomba, che voleva sposarla. Giunta negli inferi la giovanissima Persefone mangiò, più per educazione che per fame, sei chicchi di melograno ignorando che chiunque si nutra dei frutti degli inferi sarà costretto a rimanere per sempre nelle viscere della terra. Il suo destino fu così segnato, se non fosse stato che sua madre, la dea dell’agricoltura, si infuriò per il rapimento della figlia e fece calare sulla terra un inverno senza fine. Solo con l’intervento di Zeus si giunse a un accordo: visto che Persefone aveva mangiato solo sei chicchi di melograno avrebbe trascorso la sua vita alternando sei mesi negli inferi e sei sulla terra. È per questo che ci sono le stagioni: nei sei mesi in cui Persefone è sulla terra tutta la natura è in rigoglio e abbiamo la primavera e l’estate; quando poi Persefone intraprende il suo viaggio nell’Ade sulla terra calano l’autunno e l’inverno che ci rammentano l’ira di Demetra.

Il viaggio agli inferi lo ritroviamo nell’Odissea, nell’Eneide e, per citare un testo che ha contribuito alla visione dell’aldilà come molti di noi lo immaginano, la Divina Commedia di Dante.

Altra meta di viaggi fantastici è la luna: a tal proposito, come dimenticare l’episodio di Astolfo sulla luna che troviamo nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto? Un viaggio per mille motivi fantastico: sia per il mezzo di trasporto (il carro di Elia), sia per la compagnia (san Giovanni evangelista) che per quello che trova (il senno di Orlando in un’ampolla, ma anche le cose perdute sulla terra: dalle ricchezze alle lacrime e al tempo).

Splendidi, poi, sono I viaggi di Gulliver, scritti da Jonathan Swift nel 1726: se celebre è il viaggio tra gli abitanti di Lilliput, anche gli altri viaggi sono godibili (mi sono sempre rimasti impressi gli enormi pori della pelle degli abitanti di Brobdingnag). Al di là della fantasia, quel che è interessante in questo romanzo è il continuo cambiamento di punto di vista che l’autore ci invita a fare: e non è questa una dote preziosa nel compiere anche i viaggi reali?

Avvicinandoci ai nostri tempi altri viaggi fantastici sono quelli narrati da Jules Verne (Viaggio al centro della Terra, Dalla Terra alla Luna, Ventimila leghe sotto i mari); Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò di Lewis Carroll; Le cronache di Narnia di C. S. Lewis; l’epico viaggio narrato da Tolkien 1892-1973 ne Il Signore degli Anelli. E la lista potrebbe continuare a lungo.

Un’ultima segnalazione per il viaggio dei viaggi, quello nel tempo: anche se non è il periodo adatto, vale la pena rileggersi il Canto di Natale di Charles Dickens che muovendosi tra passato, presente e futuro invita il lettore a prendere coscienza della propria realtà. E questo è basilare per compiere qualunque viaggio, reale o fantastico che sia.

Foto | Hans von Aachen [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.