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Posted domenica, 6 Luglio 2014 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Viaggi letterari: le mappe del fantastico

Viaggi letterari: le mappe del fantastico

Il giornalista spagnolo Joan Barril ebbe a scrivere in un editoriale dal titolo Luoghi fantastici:

A volte, camminando nel bosco, mi aspetto di imbattermi nella casetta di marzapane. Nel bel mezzo di una navigazione tranquilla sono solito cercare sottovento la famosa isola di Barataria, che i discendenti di Sancho Panza devono aver senza dubbio trasformato in un paradiso fiscale. Nelle notti di fitta nebbia mi piace guardare i lampi del faro posto alla fine del mondo o ricevere l’invito per una cena senz’armi nel castello di Camelot o nella lontanissima Shangri-La. Esistono moltissimi luoghi che non si trovano sulle mappe e che, comunque, aiutano a mantenere l’equilibrio del pianeta e lo stimolo avventuriero dell’umanità.

C’è un aspetto particolare di questi luoghi che esistono solo grazie alla letteratura: di alcuni, infatti, abbiamo anche le mappe. In certi libri fantasy troviamo delle mappe, solitamente poste all’inizio del libro, che fungono da aiuto al lettore per muoversi, insieme ai protagonisti del racconto, nello spazio della narrazione. Tali mappe hanno avuto un precursore: J. R. R. Tolkien che, nella prima edizione de Lo Hobbit inserì una mappa disegnata da lui stesso, in cui erano rappresentate le vicinanze della Montagna Solitaria, meta del viaggio di Bilbo Baggins.

In seguito Tolkien ripeté questa tecnica ne Il Signore degli Anelli e la tendenza si diffuse tra altri scrittori – come per esempio Ursula Kroeber LeGuin e la sua carta ne I romanzi di Earthsea – che prepararono mappe con diversi dettagli per evitare che i lettori si confondessero con la topografia e la geografia dei diversi mondi raccontati.

La varie storie ambientate in situazioni che non esistono cercano di rispecchiare, in modo più o meno sottile, aspetti della realtà. Le mappe di questi mondi sono metafore delle mappe reali. Non è strano, quindi, che le geografie di questi mondi inventati non differiscano così tanto da quelle di una mappa vera e propria: al nord c’è spesso freddo e il sud è tropicale o desertico. Anche gli abitanti di queste zone hanno omologhi nelle razze viventi su questa nostra terra (o, se preferite, le razze umane hanno omologhi nel mondo della fantasia).

In questo modo il salto dalla finzione alla realtà è nullo: la fantasia contamina tutto fino a confondersi con la realtà. E solo così, nella realtà, possiamo incontrarci con luoghi che esistono solo grazie alla potente influenza della letteratura. Il viaggio, allora, sarà completo perché far muovere le persone nella loro completezza: fisica e intellettiva.

Foto | Robert




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.