0
Posted mercoledì, 23 luglio 2014 by Sara Rania in Mondolibri
 
 

Una passeggiata letteraria al Père-Lachaise tra Proust e Oscar Wilde

Una passeggiata letteraria al Père-Lachaise tra Proust, Baudelaire e Oscar Wilde

Le quiete sepolture degli scrittori invitano alla meditazione. E se vi abbiamo già portato tra le ombre tranquille di alcuni di questi posti, eccoci ritornare approfonditamente su uno dei luoghi che vanta il più alto tasso di “presenze” e che è diventato un vero e proprio mito a sé stante. Il Père-Lachaise, a Parigi, è il cimitero dei cimiteri, ma non solo. Tra le sue ripide stradine giacciono i corpi di alcuni tra i più noti scrittori di tutti i tempi, “spoglie letterarie famose” insomma, che hanno alimentato un vero e proprio culto parallelo fatto di andirivieni di appassionati, turisti, intellettuali e semplici curiosi provenienti dai quattro angoli del globo. E questo genere di peregrinazioni può avere un tasso letterario davvero molto importante. Basti pensare che all’ombra dei tempietti e degli alberi del più noto dei luoghi di estremo riposo della capitale francese, si possono incontrare altari e monumenti eretti alla memoria di tanti scrittori. Poeti, prosatori, appassionati di lirica e prodigi della parola incatenata, gli ospiti del campo santo più visitato di Parigi attirano un’importante fetta di persone che arrivano quotidianamente dai luoghi più disparati del mondo per concedersi una visita alle tombe dei loro beniamini. Per permettervi di orientarvi nella grande distesa di croci, statue, cappelle private e iscrizioni, abbiamo stilato una piccola guida che prende in considerazione alcune tra le più note figure letterarie della storia, francese e non, per lasciarvi, oltre a qualche aneddoto, le preziose indicazioni fisiche, collocate sul piano del parco disponibile online.

Chi ricalcherà le orme dell’esteta Oscar Wilde (divisione n° 89) potrà trovarsi faccia a faccia con una delle tombe più visitate in assoluto. Un’opera imponente, rappresentante una sfinge nuda e alata realizzata dallo scultore espressionista Jacob Epstein. Più volte vittima di vandalismo, la sepoltura è stata restaurata nel 2011 con la partecipazione dell’Irlanda, paese natale dell’autore de Il ritratto di Dorian Gray e conserva molti segni della grande devozione che lo circonda. Tanti i biglietti con frasi d’amore e ringraziamenti che ne circondano la base, protetta da una parete trasparente, così come sono numerosi i segni di rossetto che ornano la pietra con cascate di labbra.

Chi ricercherà le tante madeleine disseminate nella Recherche presso il giacimento delle ossa di Marcel Proust (divisione n° 85), che divide con i genitori, il fratello Robert e l’odiata cognata, che in seguito alla sua morte non esitò a sbarazzarsi di tutti i suoi oggetti personali vendendoli a un brocanteur, un’elegante dimora nera brillante, ornata di lettere dorate.

Non poteva mancare il vate Victor Hugo, le cui spoglie riposano poco lontano da quelle del padre, il generale dell’Impero Joseph Léopold Sigisbert Hugo (divisione n° 27), né il tenero poeta Guillame Apollinaire de Kostrowitzk (divisione n° 86) la cui stele dall’aspetto rustico porta inciso anche il nome della consorte Jacqueline e imita la roccia, insieme al collega Paul Elouard (divisione n° 97) e alla scrittrice Simone Signoret (divisione n° 44).

Nelle allés verdi e grigie si intrecciano i souvenir immortali di tanti altri nomi, come Gérard de Nerval (divisione n° 49), nome d’arte di Gérard Labrunie, padre di magiche raccolte di sonetti e racconti, quelli di Honoré de Balzac (divisione n° 48) ricordati dalla rubiconda effige, dell’indimenticabile Colette (divisione n° 4), della poetessa e scrittrice Anna de Noailles (divisione n° 28) e anche l’americana Gertrude Stein, morta all’ospedale americano di Neuilly-sur-Seine, a sud-ovest di Parigi. Per scoprire che tra i sepolti c’è anche il politico e intellettuale italiano Gobetti (divisione n°9 4) e Alfred de Musset (divisione n° 4).

Dulcis in fundo con un po’ di saggezza non dimentichiamo il maestro delle favole Jean de La Fontaine (divisione n° 25), poeta, moralista, librettista, scrittore e drammaturgo che incarna, nelle sue brevi storielle quasi sempre edificanti, quel buon senso e quei difetti umani che hanno attraversato il tempo e le generazioni e ancora risuonano sotto gli alberi testimoni d’histoires charmantes.

La tomba di Apollinaire

La tomba di Honoré de Balzac

La tomba di Marcel Proust

Tomba a forma di libro

La tomba di Oscar Wilde

Foto | Sara Rania




Sara Rania

 
Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell'anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall'alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d'adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l'Isola d'Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l'insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.