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Posted 30 Luglio 2014 by Sara Rania in Mondolibri
 
 

A Parigi nel settantesimo della morte di Antoine de Saint-Exupéry

A Parigi nel settantesimo della morte di Antoine de Saint-Exupéry

Era il 31 luglio 1944 quando Antoine de Saint-Exupéry scomparve con il suo aereo durante una ricognizione nelle acque al largo di Marsiglia. Nato all’alba del XX secolo, il 29 giugno 1900 nel II arrondissement della città di Lione dalla coppia composta dal conte Jean-Marc de Saint-Exupéry (1863-1904), assicuratore, e da Marie Boyer de Fonscolombe, dopo le due sorelle Marie-Madeleine e Simone, il piccolo Antoine dimostrerà una grande immaginazione e un precoce talento teatrale che eserciterà con l’aiuto delle sorelle. Sarà proprio l’allegra Simone a soprannominare il fratello «Le Roi soleil» per i suoi capelli biondi, gettando le basi del perpetuarsi della fortunata caratteristica che distinguerà anche il nostro principe, come apprendiamo dalla grande miniera di informazioni e curiosità online rappresentata dalla pagina del sito interamente dedicato al nostro.

È sempre la stessa preziosa fonte a fornirci alcuni simpatici aneddoti sui vari «titoli» con i quali venne coronato l’autore, non ultimo il pomposo riconoscimento di Grand poète sentimental et comique, assegnatogli dal Club GB (Groupe Bossuet), società umoristica fondata dal fratello di Louise de Vilmorin, detta Loulou, la sua prima fiamma.

Nell’anniversario della morte dello scrittore-aviatore più amato di tutti i tempi abbiamo fatto un salto in un angoletto di Parigi interamente dedicato al suo personaggio più famoso: Il piccolo Principe. Una mecca nella quale ritrovare tanti oggetti legati al tenero universo di un alieno che ci assomiglia davvero tanto e condividere con chi amiamo l’emozione dei concetti che la delicata figurina ci trasmette immediatamente.

Situata nel XIV arrondissement, a due passi dalla manifattura dei Gobelins, precisamente al civico 57 del Boulevard Haussmann che porta il nome del politico François Arago (ma che ci rimanda anche al grande poeta, scrittore e giornalista Louis Arago), questa boutique è una chicca da non perdere per inoltrarsi oltre le parole nel concentrato di poesia incarnato da quel giovinetto dai capelli color del grano che molti di noi hanno imparato ad amare già da bambini, prima di rincontrarlo molte volte nella vita adulta, trasmettendone il messaggio con gioia alle generazioni successive. Più di duecentocinquanta i prodotti che ricordano il ragazzino dal lungo mantello azzurro, senza lasciar da parte la sua rosa, i baobab, la pecora, il pozzo e naturalmente l’amica volpe.

Solo l’ennesima occasione per ricordarci che Il piccolo Principe è un libro che appartiene all’umanità intera e ci si passa di mano in mano. Tradotto in innumerevoli lingue, accompagna l’infanzia e ritorna anche dopo, svelando nella sua semplicità un profondo messaggio d’amore capace di attraversare il tempo conservando intatta la sua forza comunicativa.

Senza dimenticare di ripercorrere la storia di uno dei più grandi successi editoriali di tutti i tempi grazie alla pubblicazione da collezione intitolata La belle histoire du Petit Prince (Gallimard, 2013) che affianca al testo integrale un dossier sull’avventura del testo che ha festeggiato le sue prime settanta primavere l’anno scorso, rintracciandone la genesi attraverso documenti inediti, disegni autografi dello stesso Saint-Exupery e numerose testimonianze di artisti e scrittori di ieri e di oggi, come Philippe Delerme, Pef, Joann Sfar, Philippe Forest o Mark Osborn. Chi avesse voglia di fare un salto tra queste pagine mitiche nella lingua in cui furono composte, può andare sul sito Ebooks gratuits.

A Parigi nel settantesimo della morte di Antoine de Saint-Exupéry

Boutique du Petit Prince
57 Boulevard Arago 75013 Paris (Métro Gobelins o Glacière)
Aperta dal lunedì al venerdì 10-13,14-18

Foto | Sara Rania




Sara Rania

 
Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell'anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall'alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d'adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l'Isola d'Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l'insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.