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Posted venerdì, 1 Agosto 2014 by Sara Rania in Mondolibri
 
 

Pavese Festival 2014 e la Fondazione Cesare Pavese

Casa natale di Cesare Pavese a Santo Stefano Belbo

Casa natale di Cesare Pavese a Santo Stefano Belbo

A Santo Stefano Belbo, in provincia di Cuneo, c’è un posto che perpetua la memoria del famoso scrittore italiano. Si tratta del Centro Studi Cesare Pavese, situato dal 1981 sulle colline alla periferia del paese, sulla strada che si biforca per portare da una parte a Moncucco, dall’altra a Valdivilla. Dedito alla ricerca e alla consulenza scientifica il centro, che custodisce un’ampia palette di materiale bibliografico, è stato ufficialmente istituito dall’Amministrazione comunale di Santo Stefano Belbo nel 1973 per mantenere vivo lo studio e il ricordo del più famoso enfant du pays e ha promosso numerose attività di sensibilizzazione iniziate con la grande esposizione bio-bibliografica del 1977, in cui vennero presentate per la prima volta dopo la sua morte le sue carte, i manoscritti, le lettere e i libri della sua biblioteca. Un evento traslato a Bucarest nel giugno del 1980 e seguito da altre occasioni di studio e di approfondimento in Italia e all’estero. Numerosi i convegni e i seminari ispirati all’opera di Cesare Pavese che si sono dilungati sulle tradizioni popolari e sulla civiltà contadina delle Langhe portandone la specificità storico-culturale ben oltre i confini del territorio piemontese grazie alla stretta collaborazione con Università (come quella di Torino che custodisce vari manoscritti originali dell’autore), enti pubblici e privati, Fondazioni, Istituti Italiani di Cultura all’estero.

Cesare Pavese. Busto. Langhe Santo Stefano Belbo

Cesare Pavese. Busto. Langhe Santo Stefano Belbo

Un gran prestigio internazionale che contribuì a far conoscere al mondo i danni inflitti ai luoghi dalla terribile alluvione del novembre 1994, facendo del centro il simbolo di una tenace rinascita che è riuscita a risollevare le sorti del paese e lo ha portato nell’attuale sede inaugurata a inizio luglio del 2000 presso il complesso composto dalla Chiesa sconsacrata dei Santi Giacomo e Cristoforo (oggi auditorium della Fondazione Cesare Pavese nata nel settembre 2004) e dall’annesso edificio che ospita gli uffici, gli archivi e la biblioteca. Nel vecchio paese di Pavese tra i “quattro tetti” del racconto ‘La Langa”.

Una tradizione di memorie letterarie che si perpetua ancora oggi attraverso il Pavese Festival 2014, intitolato quest’anno Tu sei tutto nel gesto che fai, iniziato lo scorso 30 luglio e che andrà avanti fino al 4 agosto 2014 “sulle colline amate dalla scrittore” con la direzione di Pierluigi Vaccaneo.

In programma visite tematiche ai luoghi pavesiani, una cena sotto le stelle aspettando i falò, una serata con Vinicio Capossela e “Nulla si fa che non ritorni”, lettura scenica de La rupe tratta dai Dialoghi con Leucò, per ripercorrere ancora “lo stretto legame con la Terra di Langa, nella sua valenza allegorica e mitica”.

Ho respirato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono. Ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese. Perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagioni. (dall’incipit de La luna e i falò)

Tomba di Cesare Pavese a Santo Stefano Belbo

Tomba di Cesare Pavese a Santo Stefano Belbo

Foto | Jacqueline Poggi (Casa natale di Cesare Pavese a Santo Stefano BelboTomba di Cesare Pavese a Santo Stefano Belbo) – Renata Testa (Busto. Langhe Santo Stefano Belbo)




Sara Rania

 
Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell'anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall'alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d'adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l'Isola d'Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l'insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.