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Posted 11 Agosto 2014 by Roberta Barbi in Mondolibri
 
 

Tra book ed ebook ecco l’outsider: Mondadori Flipback… il futuro è verticale?

Se un extraterrestre interessato alla letteratura guardasse la Terra, penserebbe che siamo un pianeta senza pace: per lunghissimi anni, anzi, secoli, abbiamo imparato il sapere o semplicemente ci siamo divagati con storie impresse con l’inchiostro sulla carta in formati prima enormi e poi, via via sempre più piccoli; appena pochi anni fa la “rivoluzione digitale” annunciava l’imminente sparizione dei libri come oggetti ormai obsoleti, a vantaggio dei più moderni supporti tecnologici alla lettura, gli eBook, che però, ironia della sorte, tentavano disperatamente di scimmiottare quanto a grafica e modello interpretativo proprio i cari vecchi libri di carta.

L’8 maggio 2014 un’altra piccola rivoluzione – parliamo dell’Italia, eh! – quando Mondadori lancia nelle sue librerie il Flipback, vero e proprio ibrido tra passato e futuro, l’anello di congiunzione tra apocalittici e integrati. In realtà solo i posteri (cioè i dati di vendita, ahimè), sapranno dirci se di vera rivoluzione si è trattato e soprattutto se questo ibrido è riuscito davvero a far stringere la mano in segno di pace i fautori del fruscio della pagina che si volta e i fan del ditino che scorre sullo schermo, noi per ora possiamo solo raccontare cosa sono, come sono fatti e perché.

Innanzitutto i Flipback sono libri a tutti gli effetti, con tanto di pagine di carta, caratteri d’inchiostro, copertina e rilegatura – pure di qualità pare – ma di particolare c’è che stanno in una mano sola e con questa stessa possono essere sfogliati dal basso verso l’alto, e che richiedono una lettura verticale, come fossero, a ogni cambio pagina, un singolo foglio. A inventarli non è stata Mondadori, che si è però accaparrata l’esclusiva italiana di questo nuovo formato creato nei “laboratori” dell’olandese Jongbloed, grazie alla lungimiranza del suo manager Riccardo Cavallero, il quale, in sede di presentazione alla stampa del progetto, ha detto che i nuovi Flipback si rivolgono a lettori forti che manifestano un’esigenza di “tassabilità” del libro, una caratteristica che i formati tradizionali hanno via via perso nel tempo.

Non pensate, però, che alle ridotte dimensioni (12×8 cm) corrisponda un prezzo ridotto: i flipback costano tra i 9 e i 12 euro; per ora sono stati stampati solo dieci titoli tra classici, best seller e “campioni” del gruppo, con una tiratura di quindicimila copie a titolo, così, per vedere come va.

Ma quello che c’interessa analizzare, in questa sede, è il tipo di lettura che i Flipback impongono: la lettura verticale, dicevamo, tipica del computer. Soffermiamoci un attimo a pensare ai gesti che facciamo e al movimento dei nostri occhi quando leggiamo un libro tradizionale: le pagine scorrono da destra a sinistra e i nostri occhi esattamente in senso inverso, dall’alto a sinistra fino al basso a destra. Anche gli eBook che troviamo comunemente in commercio si basano sull’archetipo della lettura lineare; l’unico gesto che tradisce la “tecnologicità” del mezzo è il dito che scorre – comunque da destra verso sinistra – in assenza di pagine.

Ecco, il Flipback, invece, è tutto un altro leggere: la mano che sfoglia le pagine si muove a destra, ma dal basso verso l’alto, quasi a riprodurre lo scroll del computer, che appena sfiorato ci tamburella su e giù per la pagina che occhieggia dal monitor, e il nostro occhio segue un testo impaginato in verticale, portando, quindi, il cervello a una lettura particolarmente rapida, che si focalizza sulle parole chiave: in pratica la lettura ipertestuale che sperimentiamo ogni giorno su internet. Certo, sul web, poi, con la struttura della pagina html e la presenza dei link tutto è enfatizzato, ma questa è un’altra storia… molti insegnanti, invece, giurano che proporre ai ragazzi come primo approccio la lettura verticale anche sui testi cartacei faccia bene all’apprendimento.

I Flipback, i dati di vendita dei libri e le iniziative estive per promuovere la lettura

Insomma, ci troviamo davanti al matrimonio tra sensibilità romantica di chi ama il libro cucito e tecnica dei nuovi media? Ma soprattutto: il Flipback è un baluginio di speranza in un mondo, quello dell’editoria, condannato al perenne segno meno davanti?

Mentre questi nuovi nati, infatti, venivano sistemati nei loro immacolati espositori scintillanti nelle librerie, i dati dell’Associazione Italiana Editori raccontavano un disastro che morde tutta la filiera editoriale e l’estate – il periodo in cui grazie alla vacanze e al riposo tradizionalmente si legge di più – non ha migliorato di molto la situazione, tanto che da un lato all’altro della penisola non si contano gli stratagemmi ideati dagli operatori del settore per avvicinare la gente alla lettura.

Ad esempio RCS, altro grandissimo nome dell’editoria italiana, ha lanciato la prima libreria digitale consultabile gratuitamente in spiaggia in dieci stabilimenti che stanno facendo da “cavia” per tutto il mese di agosto e fino alla metà di settembre: a disposizione l’intero catalogo di tutti i brand del gruppo, con un occhio di riguardo per gialli e romanzi erotici che sembrano farla da padrone nelle letture sotto l’ombrellone.

Si chiama, invece, “Librerie da spiaggia” l’iniziativa di Legambiente che per il secondo anno consecutivo ha portato sulle coste campane, pugliesi, calabresi e sarde ben cento punti di scambio dove chiunque può lasciare o prendere in prestito libri da leggere. A Napoli, infine, ci ha pensato il Comune, che in collaborazione con le associazioni di categoria, già da fine luglio ha varato “Parti con il libro”, disponendo l’apertura delle librerie in centro città fino a mezzanotte per consentire ai vacanzieri “scordarelli” l’ultimo acquisto prima di salire sul treno o di prendere l’aereo, diretti al luogo di villeggiatura prescelto.




Roberta Barbi

 
Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente è autrice e conduttrice de “I Cellanti”, un programma di approfondimento sul mondo del carcere in onda su Radio Vaticana Italia. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.