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Posted lunedì, 25 Agosto 2014 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

A trent’anni dalla morte di Truman Capote

Truman Capote (1924-1984)Sotto una frangia bionda e luminosa che ricade sulla fronte ancora da adolescente, gli occhi di Truman Capote (1924-1984, trent’anni oggi), allora poco più che ventenne, fulminano, adombrando, tra le folte ciglia, desideri inconfessabili. Uno sguardo ardito, immortalato da Harold Halma per la copertina di Altre voci altre stanze, il romanzo che nel 1947 portò istantanea fama al giovane scrittore. Una foto destinata a fare scalpore, ad alimentare polemiche e proteste a non finire, inclusa quella della scrittrice Merle Miller che, travolta dall’indignazione, prese la penna in mano, rendendo pubblico il proprio personalissimo turbamento.

Un inizio con il botto che contribuì a creare attorno alla figura di questo giovane autore dalla lingua “infernale”, ma dalla prosa paradisiaca, un’aura specialissima, dove glamour e zolfo si fondevano equamente, dando vita al mito di un personaggio destinato a fare parlare di sé fino alla fine dei propri giorni.

Romanziere, giornalista, sceneggiatore e commediografo, Truman Capote per anni navigò a vele spiegate nello showbiz internazionale. Dal suo estro d’altronde sgranavano con regolarità successi a più zeri. Il trionfo di Colazione da Tiffany venne ampiamente superato da quello di A sangue freddo, un romanzo verità che ancora oggi viene considerato uno dei più grandi eventi letterari di tutti gli anni Sessanta.

Temuto e vezzeggiato dal jet set di cui per decenni fu un assiduo animatore (impossibile non citare a questo punto il leggendario Black and White ball tenutosi al Plaza di New York nell’autunno del 1966), Truman Capote usò amici e conoscenti potenti e dal gran nome per dare corpo al suo ultimo, controverso libro Preghiere esaudite, un roman à clef, uscito postumo, ma di cui si pubblicarono diversi estratti, che inevitabilmente gli creò attorno il vuoto. Un vuoto che lo scrittore cercò di colmare apparendo in televisione, rilasciando interviste irresistibili, raccontando aneddoti dove spesso e volentieri il veleno scorreva generoso, diciamo pure a fiumi (Jacqueline Kennedy fu spesso bersaglio prediletto dei suoi acuminatissimi strali). Tuttavia l’alcol, l’abuso protratto di droghe e farmaci facevano ormai sentire tutto il loro ingombrante peso, condizionando sempre più la vita dello scrittore che si spense poco dopo, non ancora sessantenne, a casa dell’amica Joanne Carson.




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).