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Posted martedì, 26 Agosto 2014 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Dieci cose che forse non sapevi su Julio Cortázar

Julio Cortázar

Il 26 agosto 1914 nasceva a Bruxelles lo scrittore Julio Cortázar, all’anagrafe Julio Florencio Cortázar Descotte, che poi morì il 12 febbraio 1984 a Parigi, a settant’anni di età. Quest’anno, quindi, celebriamo i cent’anni della sua nascita (oggi) e i trenta della sua morte (lo abbiamo fatto a febbraio). Julio Cortázar è stato uno degli scrittori più importanti della letteratura argentina e mondiale e la sua influenza è tutt’ora presente in molti autori (recentemente Luis Sepúlveda ha raccontato che sulla sua scrivania ha una foto di Cortázar e ogni volta che finisce un libro si sofferma a guardarla, come se fosse in omaggio a lui). Secondo molte persone, avrebbe dovuto vincere il Nobel per la letteratura ma, di fatto, non gli è stato assegnato.

Per uno sguardo generale alla sua vita e alla sua opera vi rimandiamo a quanto scritto a febbraio in occasione dell’anniversario della morte, mentre ora vi proponiamo dieci curiosità su di lui.

  1. Fin da piccolo, Cortázar è vissuto tra i libri. Al pari di altri celebri scrittori (come Lovecraft, per esempio), passò molto tempo a letto a causa della salute molto delicata. Una volta ebbe a dire: “Ho trascorso la mia infanzia in una nebbia di troll, di elfi e con un senso dello spazio e del tempo differente da quello degli altri”.
  2. Non risulta strano, pertanto, che Cortázar abbia iniziato a scrivere fin da piccolo. Egli stesso raccontava che a otto anni aveva scritto “un romanzo che mia madre custodisce gelosamente, nonostante i miei disperati tentativi di bruciarlo”.
  3. Nel 1932 conseguì il titolo di maestro, cosa che gli permise di insegnare. In quello stesso anno, Cortázar scoprì in una libreria di Buenos Aires il libro Opium. Journal d’une désintoxication di Jean Cocteau, che gli fece cambiare del tutto la sua visione della letteratura e lo aiutò a sperimentare il movimento surrealista.
  4. Era un fan della boxe e per un periodo è stato cronista di quello sport, ma venne licenziatoperché si emozionava così tanto con le parole che i radioascoltatori non riuscivano a comprendere un bel nulla.
  5. Un’altra delle sue grandi passioni era il jazz, che troviamo anche in alcune sue opere (Il persecutore, Rayuela).
  6. Sebbene il jazz fosse il suo genere musicale preferito, gli viene attribuito un disco di tango, realizzato con Edgardo Cantón e interpretato da Juan Cedrón: parliamo di Trottoirs de Buenos Aires, che venne pubblicato nel 1980.
  7. Insieme alla sua seconda moglie, Ugné Karvelis, presenziò all’investitura di Salvador Allende in Cile.
  8. La dittatura militare argentina vietò, tra gli altri, alcuni libri di Cortázar dal momento che aveva “precedenti ideologici marxisti”.
  9. Si dice che Julio Cortázar non abbia mai smesso di crescere, letteralmente. Quello che è certo è che era molto alto e sembrava invecchiare molto lentamente. A questo proposito Carlos Fuentes raccontò che quando andò a trovarlo, gli aprì la porta di casa un “ragazzo” sui venti anni. Fuentes, allora, disse a chi gli apriva: “Sono venuto per incontrare tuo papà, Julio”. E invece chi aveva aperto la porta era proprio Julio Cortázar che all’epoca aveva cinquant’anni. Per quel che riguarda la sua altezza, invece, quando morì nell’Hospital Saint Lazare si dovette usare una barella più grande del normale per spostarlo.
  10. I suoi resti riposano nel cimitero di Montparnasse, a Parigi, e i fan che vanno a visitarlo sono soliti lasciare sulla sua tomba una rayuela disegnata su carta. Rayuela è il titolo del suo romanzo più celebre e corrisponde all’italiano gioco della campana.

Via | SexenioCien años con Julio




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.