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Posted sabato, 6 dicembre 2014 by Anais Vin in Recensioni
 
 

In Nuova Zelanda, sull’Isola del Sud

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Wellington

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Wellington

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Wellington

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Wellington

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Wellington

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Wellington

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Queenstown

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Queenstown

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Queenstown

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Christchurch

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Christchurch

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Christchurch

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Central Otago - Queenstown

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Central Otago - Queenstown

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Central Otago - Queenstown

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Central Otago

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Central Otago

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Central Otago

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Central Otago

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Central Otago

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Central Otago

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Central Otago

In Nuova Zelanda, Isola del Sud: Central Otago

 

La Nuova Zelanda è composta principalmente da due grandi isole: quella del Sud è la più grande per superficie, ma al contempo la meno popolata, e offre paesaggi diversificati e mozzafiato.

Partendo da Wellington, o Windy Welli, punto Sud dell’isola Nord (vi ho già parlato di Auckland), si può prendere la nave che attraversa lo Stretto di Cook, dall’omonimo esploratore britannico, e in circa tre ore di navigazione si possono ammirare le coste di Wellington e il meraviglioso scenario di Marlborough Sounds, con le sue dolci colline dai colori sfumati come in un romantico acquerello. Porto di destinazione: Picton, villaggio che negli ultimi anni ha assunto sempre più importanza, soprattutto per la sua posizione geografica tra Nelson e Blenheim.

Blenheim è un paese sito strategicamente nella regione vitivinicola più grande e produttiva, ma anche pioniera per il vino di qualità di questa nazione. Tra le aziende produttrici consiglio vivamente: Clos Henri, per i suoi Sauvignon blanc e Pinot noir in stile francese, interessante anche la Cellar Door, ottenuta in una vera chiesa del 1921, originaria di un paese più a sud della Nuova Zelanda e trapiantata nella posizione attuale.

Whiters Hills offre una panoramica del vino stilisticamente più rappresentativo dell’enologia Kiwi. Parlando di tradizioni Hunter’s rappresenta una delle aziende vitivinicole pioniere di questa zona e dove il vino più interessante a mio avviso è anche quello meno tradizionale, ovvero un blend di Pinot Nero, Merlot e Cabernet a un prezzo interessante, una sorta di rarità visto che qui il blend non va di moda. Hans Erzhog è un produttore svizzero lungimirante che su undici ettari ha piantato diverse varietà tra cui anche l’italico Montepulciano. I vini sono interessanti, decisamente non all’altezza degli eleganti ambienti e del prezzo richiesto per la degustazione; un po’ di delusione per lo staff della Cellar Door, che a una semplice domanda sull’invecchiamento del vino mi ha risposto portandomi un libro con le schede tecniche dicendomi di cercarmi da sola le informazioni. Un vero peccato!

La regione di Marlborough

Se anche non siete appassionati di enologia, la regione di Marlborough merita comunque una visita, magari in bici, per godere appieno delle montagne che circondano e proteggono i vigneti. L’aereo è certamente il modo più veloce di spostarsi e a volte anche il più economico, ma il tragitto in pullman da Picton a Christchurch è veramente bello. Si passa tra le vigne, si susseguono monti brulli, si superano colline praticamente gialle per la quantità di fiori che le ricoprono, poi diventano sempre più verdi e a questo punto si scorge l’oceano in tutto il suo splendore.

Nei pressi del villaggio di Kaikoura vette innevate e oceano si fondono in un unico magnifico sfondo. A parte l’aggressione di qualche gabbiano famelico, se si sta mangiando un fish and chips, il paesino è tranquillo e l’atmosfera rilassata.

Si passa poi attraverso i vigneti di Wairapa, dove non è difficile incontrare allevamenti di cervi, che interrompono la monotonia di quelli di pecore e mucche. Dopo cinque ore e mezza di pullman si arriva a Christchurch, la più britannica delle città neozelandesi. Nel 2010 due violenti terremoti a distanza di sei mesi l’uno dall’altro hanno messo in ginocchio la città, che ancora oggi lavora a ritmi serrati per recuperare una vastissima area del centro praticamente senza palazzi. Di questa terribile esperienza ci sono segni ovunque e per non dimenticare, ma forse anche per reperire soldi per la ricostruzione, si è creato un museo del terremoto e dei giri turistici che narrano la storia pre-catastrofe e il piano di ricostruzione. Non è piacevole passeggiare tra le vie del centro, si respira un’area tutt’altro che allegra. Bisogna andare nel vasto e colorato giardino botanico gratuito per lasciarsi alle spalle il dolore causato dalla ferita non ancora rimarginata. Nel vicino museo Canterbury si può approfondire la storia Maori, e visitare la bizzarra casa dei due coniugi kiwi passati alla storia per aver collezionato Pahua, le conchiglie originarie di queste acque.

Altre sei ore di pullman circa, passando per laghi azzurri, torrenti e montagne, si arriva alla perla indiscussa degli sport estremi e del divertimento: Queenstown, cittadina dal volto nordico incastonata tra i monti Remarkables e il lago Wakatipu. Capitale mondiale dell’avventura, qui si può praticare qualsiasi sport che contempli una percentuale di rischio e di adrenalina, ma essendo situata nella regione Central Otago, è anche la base perfetta per un giro tra le vigne che qui vengono coltivate prevalentemente a Pinot Nero, Riesling, Gewurztraminer. Tra le aziende che consiglio ci sono: Felton Road (azienda biodinamica con vini di carattere ed estremamente interessanti), Amisfield (azienda elegante con un buon Riesling e un ottimo Pinot Nero riserva), e Brennan (azienda che vinifica un inatteso Tempranillo in purezza). Non solo capitale del divertimento ma anche del relax e del buon mangiare: ci sono le hot pools, splendidi ristoranti, caffè e cioccolaterie artigianali. Suggerisco di andare al Ferburger, locale dove vengono preparati e serviti i migliori hamburger della città.

La guida consiglia una visita ad Arrotown, minuscolo paese dove si può visitare l’ insediamento cinese all’epoca della caccia all’oro.

Da Queenstown si raggiungono i Fiorland, regione meridionale e selvaggia, caratterizzata da fiordi che si diramano dal Mar di Tasmania verso l’entroterra. La cittadina di Te Anau è la base per escursioni e visite in queste terre e prende il nome dal lago che divide nettamente in due il paesaggio, lasciando a est verdi e dolci pascoli e a ovest le frastagliate montagne ricoperte di foreste. Incredibilmente piccola ma con così tanto da offrire, che non importa quanti giorni decidiate di restare, saranno sempre troppo pochi e Queenstown vi rimarrà impressa per sempre.

Facendo una crociera nel Milford Sound è possibile immergersi in un paesaggio incantato, dove tra rocce, cascate e vette innevate si possono scorgere pinguini e leoni marini.

Se viaggiate low budget, Adventure Hostel è il miglior ostello in cui abbia mai soggiornato: normalmente non mi soffermo a dare indicazioni su dove dormire, ma questo merita veramente; offre una quantità di servizi, competenza e gentilezza a un prezzo più che abbordabile, che valeva la pena farne menzione.




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.