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Posted 8 Dicembre 2014 by Luigi Milani in Zibaldone
 
 

Addio a Mango, cantautore e musicista di altissimo livello

Mango

È scomparso la scorsa notte Mango, una delle voci più belle della nostra musica leggera. Giuseppe – Pino per gli amici e i tanti colleghi oggi uniti nel dolore – Mango se n’è andato come ogni artista in fondo desidererebbe, in scena: un infarto ha fermato il suo cuore durante il concerto che stava tenendo a Policoro (Matera).

Al termine dello spettacolo – aveva appena intonato i primi versi di un suo grande successo, Oro, puntualmente cantato in coro dal pubblico, che si è sentito male e, seduto alla tastiera, chiesto scusa al pubblico, si è accasciato, subito soccorso dagli altri musicisti e dallo staff. Le immagini del malore sono state riprese da un fan e poi postate sull’immancabile YouTube: una vista straziante e forse persino impudica, consentitemelo.

Originario di Lagonegro (Potenza), dopo un non facile esordio nel lontano 1976 per la RCA con l’album La mia ragazza è un gran caldo, è stato dapprima apprezzato come autore da artisti del calibro di Mia Martini e Patty Pravo. Dovrà attendere gli anni Ottanta per raggiungere la vera consacrazione, quando brani come Lei verrà, Come Monna Lisa e poi, più avanti nel tempo, Oro e La rondine incontreranno il favore del pubblico non solo di casa nostra.

La musica di Mango era all’insegna del pop “d’autore”, di alto livello qualitativo: musicista preparato e attento alle novità internazionali, dalla prima new wave all’elettronica degli anni ’80, ha saputo tessere trame musicali sempre all’insegna della melodia, quella sì tipicamente italiana, ma intrecciandole con sonorità e ritmi internazionali, spesso spiazzanti per il panorama musicale di quegli anni. Penso a brani come Lei verrà, il mio preferito, alla bellissima Mediterraneo, o proprio a Oro, contraddistinti da un arrangiamento e una struttura musicale innovativi, lontani dall’ordinarietà di tanta musica leggera.

Caratteristica non secondaria di questo grande artista era certamente la voce: inconfondibile, dotata di una vocalità intensa e spericolata, consentiva all’artista interpretazioni al di fuori dell’ordinario, come ad esempio nell’ultimo album, uscito nella primavera di quest’anno, L’amore è invisibile (Columbia Sony Music), un disco che, oltre a tre inediti, offriva interessanti cover di brani di Sting, U2, De Andrè, Battisti, Beatles, Bowie, Pino Daniele e altri ancora, a testimonianza della grande apertura mentale e poliedricità dell’artista.

Mi piace ricordarlo con le sue stesse parole, tratte da una recente intervista rilasciata al quotidiano Repubblica: “Ho sempre cercato di muovermi al di là del provincialismo”.

Addio, Pino, ci mancherai.

Foto | Facebook




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.