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Posted sabato, 20 Dicembre 2014 by Sara Rania in Mondolibri
 
 

Il Natale di Martin, emozioni d’avvento firmate Lev Tolstoj

Il Natale che sta arrivando sarà una festa usuale per molti. Un’occasione per riprodurre incessantemente gesti già noti, rituali rinsecchiti e ritrovare atmosfere scontate. Eppure per alcuni non sarà semplicemente così. Tra strenne e decorazioni alle quali quasi tutti gli adulti hanno ormai avuto il tempo di abituarsi negli anni, si affiancheranno piccoli sprazzi di cuore, sottolineati da una favola che non smette mai di commuovermi. Si tratta di un racconto breve conosciuto sotto il titolo Il Natale di Martin, un crogiolo di intense emozioni firmate Lev Tolstoj.

Il Natale di Martin, emozioni dell’avvento firmate Lev TolstojPoche frasi a dire il vero, inanellate dalla prolifica penna del conte Lev Nikolàevič Tolstòj, in un gioiellino di moralità che rinfresca lo spirito in tempo d’avvento. Al centro di tutto lo sfortunato Martin Avdeic, lavoratore inarrestabile duramente colpito negli affetti. Le sue abilissime dita sanno percorrere il cuoio con grande maestria e ripararne ogni crepa, rinforzarne ogni cucitura, ma il destino sembra essersi accanito ciecamente sulla sua esistenza, lasciandolo prematuramente abbandonato come un ramo secco. Affidato alla sola consolazione del suo lavoro, Martin sembra aver rinunciato al contatto con i suoi simili, e vive immerso in una routine fatta di sterile operosità, fino a quando qualcuno saprà aprirgli gli occhi profeticamente.

Solo la consolazione della lettura arricchisce le sue giornate sempre uguali. Eppure proprio dal testo interrogato verranno le risposte giuste. Aprendosi agli altri seguendo l’insegnamento della buona novella scoprirà la gioia della condivisione e ritroverà le radici più profonde dell’umano sentire.

È una storia di benevolenza quella del ciabattino Martin di Lev Tolstoj, che ha imparato ad amare il suo prossimo come se stesso. Una storia gentile, che rispolvera tempi lontani di lunghe e gelide giornate invernali trascorse al lume di candela aspettando il Natale. Una perla di bontà riscoperta che da nuovo significato a quella carità che non conosce religione ed è propria dell’umano stesso.

… Poi un giorno, un vecchio del suo villaggio natale, che era diventato un pellegrino e aveva fama di santo, andò a trovarlo. E Martin gli aprì il suo cuore.
“Non ho più desiderio di vivere – gli confessò. – Non ho più speranza”.
Il vegliardo rispose: “La tua disperazione è dovuta al fatto che vuoi vivere solo per la tua felicità. Leggi il Vangelo e saprai come il Signore vorrebbe che tu vivessi”.
Martin si comprò una Bibbia. In un primo tempo aveva deciso di leggerla soltanto nei giorni di festa ma, una volta cominciata la lettura, se ne sentì talmente rincuorato che la lesse ogni giorno…

Vi consiglio di leggerla insieme o in solitario, oppure di ascoltarla declamata, o ancora guardarla nella toccante interpretazione trasmessa dai quadri realizzati con tecnica a carboncino da Anna Lucia Terlizzi (nel video). Basterà poco per sentirvi invadere da benevolenza contagiosa. Perché in fondo un tocco di sentimentalismo può essere facilmente perdonato in questo periodo. Non ci resta che lasciarci andare e portare l’energia del messaggio veicolato dalla storia, dritta nelle nostre vite, per ritrovare il vero senso del Natale.

La citazione del brano de Il Natale di Martin è tratta da Le pagine di Pinu e le fiabe
Foto | André Mouraux, Christmast ornament




Sara Rania

 
Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell'anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall'alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d'adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l'Isola d'Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l'insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.