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Posted domenica, 25 Gennaio 2015 by Sara Rania in Mondolibri
 
 

Un libro sospeso, quando la tradizione del caffè solidale si estende alla cultura

Un libro sospeso, quando la tradizione del caffè solidale si estende alla cultura

In origine era stato il caffè sospeso, santa tradizione napoletana consolidata da decenni. Poi il concetto si è democratizzato, espandendosi di recente in varie altre città del mondo come Parigi, New York etc… E la cosa ha cominciato a interessarci ancora di più quando si è estesa al versante culturale. A beneficiare dello stesso statuto partecipativo oramai sono anche i libri, protagonisti dell’iniziativa Un libro sospeso, veicolata attraverso la community riunitasi intorno alla pagina Facebook.

Piccoli sprazzi di solidarietà letteraria hanno invaso la penisola. Ma dov’è nata l’idea e chi le ha dato impulso? Per raccontarvi la bella storia del libro sospeso abbiamo chiesto a Michele Gentile, anima della libreria Ex Libris di Polla (provincia di Salerno) e ideatore dell’iniziativa, di raccontarci un po’ come sono andate le cose. Sono le sue stesse parole a comunicarci il grande spessore di un successo che invita a scommettere sulla dimensione collettiva e sociale della cultura, anche in Italia, a partire proprio dai giovani di passaggio in libreria, ma anche da quelli detenuti nelle carceri minorili italiane, che sono così ulteriormente incentivati ad appropriarsi delle pagine scritte. Perché il nostro paese possa sostenere sempre di più le sue grandi potenzialità.

Credere nel potere della lettura a partire dai più piccoli, la filosofia della Libreria Ex Libris
L’idea nasce molti anni fa, con una necessaria premessa. Dopo aver aperto la libreria nel 1985 mi sono subito accorto subito che i libri non si vendono, così ho deciso di rivolgermi ai bambini e di incominciare a portarli in libreria nel 2003, aderendo alla campagna del Battello a Vapore – Edizioni Piemme (Geronimo Stilton) regalando negli anni molti libri alle classi. Speravo che si riuscisse così a invogliare i genitori a comprare e leggere i libri per i figli, ma qui si bloccava tutto. Non ho mollato, e ho pensato: “E se facessi pagare agli amici un libro da portare poi ai piccoli lettori?”. Tutto ebbe inizio così, tra tanti vaffa e molti no, arrivarono i primi libri e partì lentamente la storia nella mia libreria.

Un libro sospeso, quando la tradizione del caffè solidale si estende alla culturaEventi e resistenza attiva
Nel 2013 volevo chiudere, stanco e amareggiato per aver scommesso tutto nella libreria. Affetti e patrimonio. Un mio amico che fa il giornalista a Lugano, mi disse: “Michele non devi mollare sei l’unica libreria in una Valle di oltre 60.000 abitanti…”. Incominciammo a organizzare eventi, presentazioni di libri e via dicendo. Poi decidemmo di lanciare su Facebook questa idea del Libro Sospeso, come il caffè. Ho dovuto cimentarmi con il territorio dei social, che per me comunicava in una lingua ostrogota, e le cose hanno preso una piega inattesa.

La reazione costruttiva al Rapporto Nielsen
La molla principale risale alla pubblicazione dei dati del Rapporto Nielsen sulla lettura in Italia. In seguito al triste bilancio diffuso dal Ministero dei Beni Culturali, ho deciso insieme a Salvatore Medici di metter su l’idea del Libro Sospeso, che consiste nell’acquistare un libro e lasciarlo in libreria in un luogo dedicato, in modo che chiunque voglia possa servirsene. Nasce tutto a Polla il 20 marzo 2014. Io e Salvatore stavamo cercando idee per rilanciare la lettura tra la gente e in particolare tra i ragazzi, non tralasciando il fine economico della libreria. In Italia solo il 47% dei cittadini legge un libro all’anno. Avevamo pensato al bookcrossing ma poi, per fare qualcosa di nuovo, è nato il libro sospeso che prende spunto dall’antica pratica del “caffè sospeso napoletano”, quando al bar si lasciava un caffè già pagato, a vantaggio di chi entrava nel bar e poteva quindi degustarlo gratuitamente.

Come funziona il libro sospeso?
Il potenziale cliente acquista due libri, uno per sé, l’altro per un ragazzo “sconosciuto” dai 10 ai 18 anni. Il libro acquistato, firmato con dedica, viene preso in consegna dal libraio e collocato nell’apposita bacheca del libro sospeso. Sarà consegnato al ragazzo che si recherà in libreria per sceglierlo proprio in questo spazio dedicato. Per sapere a chi è andato il “libro sospeso”, il cliente potrà informarsi in libreria oppure chiedere o via e-mail. Abbiamo quindi preparato una locandina all’interno della libreria. In pochi giorni sono stati sospesi una decina di libri. Quindi una settimana dopo abbiamo inviato il comunicato stampa. Da quel momento è stato il delirio mediatico.

L’eco dell’iniziativa sui media e oltre
Moltissime le librerie che hanno ripreso l’idea in ogni regione italiana. Prima fra tutte la libreria di Milano Il mio libro di Cristina Di Canio che ha lanciato anche l’hashtag #librosospeso. Quindi l’iniziativa è stata ripresa dai media nazionali, prima in radio con Caterpillar di Radio Rai 2 e Fahrenheit (Radio Rai Tre), poi sul web da blog di settore e ancora dopo dal blog di Beppe Severgnini, Affari Italiani, Repubblica, Corriere, il Venerdì di Repubblica, Il Foglio e…

Ci auguriamo di leggerne ancora di questi libri sospesi, un po’ ovunque.




Sara Rania

 
Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell'anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall'alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d'adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l'Isola d'Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l'insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.