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Posted domenica, 1 Marzo 2015 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

L’importanza della lettura lenta (e la difficoltà di farla al giorno d’oggi)

L’importanza della lettura lenta

Si può affermare con sicurezza che ai nostri giorni chi ama leggere ha moltissime possibilità come mai prima nella storia per soddisfare le proprie curiosità e le proprie passioni, ma, allo stesso tempo, sono molte di più le distrazioni e le difficoltà per leggere con la dovuta attenzione. Con internet la questione non è solo la quantità di informazioni disponibili, ma anche lo sforzo supplementare di organizzarle e renderle fruibili.

Leggere in rete, per esempio, è paragonabile a una corsa a ostacoli in cui chi legge deve porre la propria attenzione su ciò che ha di fronte, mentre numerosi paratesti (link, immagini, pubblicità, pop-up, notifiche varie e via dicendo) fanno a gara per distarre la nostra attenzione. I paratesti 2.0 servono per dirci che si dovrebbe leggere un’altra cosa o propongono di navigare verso altri lidi e, in sintesi, rappresentano un costante rumore di fondo.

La maggior parte delle pagine web (anche GraphoMania) utilizza lo spazio intorno al testo per suggerire ai lettori cose che potrebbero interessare loro, ma, dal punto di vista del lettore, è puro rumore di fondo, che porta la nostra attenzione a dividersi tra leggere un testo (questo che state leggendo, per esempio) e curiosare nelle barre laterali. Le pagine web sono cioè disegnate per approfittare di tutto lo spazio disponibile sullo schermo per offrire al lettore percorsi che potrebbero interessarlo, ma è la nostra responsabilità di lettori a decidere dove concentrare la nostra attenzione.

È questa una difesa della lettura offline? Non necessariamente. In opposizione ai programmi di lettura rapida che promettono di render divoratori di pagine, vari gruppi di lettura lenta sono nati in diverse città degli Stati Uniti d’America e in altri paesi per mettere in pratica le “antiche” pratiche di lettura: con libri cartacei o con eReader senza connessione Wi-Fi, lontani da internet, dai suoi piaceri e dalle sue distrazioni, con il telefono spento o silenziato per non ricevere notifiche di alcun tipo.

Non si tratta di una forma di lettura nostalgica: vari studi sostengono che leggere fa bene al cervello e che leggere lentamente e senza distrazioni migliora la comprensione di quanto si è letto, oltre a ritardare il processo della perdita di memoria nella terza età. Altri studi affermano che leggere narrativa promuove l’empatia con visioni del mondo diverse dalla nostra aiutandoci a costruire migliori relazioni.

Si è soliti rappresentare la lettura come una panacea: come un atto di civilizzazione in sé, che risolve tutti i mali e che occupa i più altri gradini della scala dei valori umani. Sebbene le aspettative che la società associa con la lettura nella realtà siano molto lontane dall’essere praticabili, l’importanza della lettura è dedicare tempo a stare con noi stessi e i nostri interessi, che è, in pratica, un altro modo di coltivare la sana abitudine di conoscersi. Leggere non risolve i conflitti nel mondo, non cura un tumore e non risolve la fame, ma dedicare la nostra attenzione cosciente alla lettura ci cambia e ci rende più attenti a come viviamo.

Via | Pijamasurf




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.