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Posted 24 Marzo 2015 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Gianna Manzini, penna innovatrice della letteratura italiana

Gianna Manzini

Gianna Manzini

“Scrivo con una stilografica che adoro, e proprio, come gli antichi artigiani fiorentini, il mio lavoro è tutto fatto a mano” (da un’intervista di Gianna Manzini a Lilli Cavassa)

Sedendoci di fronte a questo piccolo e per certi versi disordinato ritratto di Gianna Manzini (1896 – 1974) veniamo subito rapiti dalla sua prosa mossa, spezzata, dove la vita, nelle sue mille forme, fluisce vorticosa, pronta a rifrangersi in zampilli iridescenti nello sguardo del lettore. Nella pupilla dell’osservatore anche più distratto o soprappensiero. Un’acrobazia miracolosa, una corsa a perdifiato che conquista il cuore, seduce l’orecchio e ci lascia in eredità, insieme all’inevitabile e dolorosa bellezza delle cose, un tocco squisito d’ affanno. Non vi sono dunque dubbi che questa volta ci troviamo di fronte a un grande talento, a una penna innovatrice che già agli esordi (e parliamo di Tempo innamorato del 1928) aveva sedotto i francesi e fatto esclamare a un giovane Eugenio Montale: “Ha fatto già molto e molto ancora può fare per il romanzo italiano”.

Tuttavia la Manzini, di cui oggi ricorre l’anniversario della nascita, non fu solo scrittrice di romanzi e racconti tra i più significativi e lirici del nostro Novecento (citiamo al volo La sparviera, dominato dalla malattia polmonare e Ritratto in piedi, dedicato invece all’amatissimo padre), ma anche sorprendente e scoppiettantissima giornalista di moda. Firmandosi con diversi pseudonimi dalla nota glamour (Pamela e Vanessa, i prediletti) la scrittrice diede vita, tra gli anni Quaranta e Sessanta, a tutta una serie di pezzi irresistibili, vorticosi nella loro prosa, calzanti nella loro analisi di mode e modi di una Italia in trasformazione. Pagine terse o a precipizio, dove gli abiti dei grandi couturier, i capricci impeccabili delle sorelle Fontana diventavano via via metafora di una visione, di un moto del cuore o più semplicemente ancora tela bianca su cui disporre il volo abbagliante delle parole.




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).