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Posted martedì, 7 Aprile 2015 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Gabriela Mistral nell’anniversario della nascita (ce lo ricorda Google con un doodle)

Gabriela Mistral

Gabriela Mistral – il cui vero nome era Lucila de María del Perpetuo Socorro Godoy Alcayaga – nacque e Elqui, Vicuña, in Cile, il 7 aprile 1889 e morì a Hempstead, New York, il 10 gennaio 1957. A ricordarci il suo compleanno è Google con un doodle a lei dedicato che riporta due frasi di una sua poesia:

Dammi la mano e danzeremo;
dammi la mano e mi amerai.

Il doodle per Gabriela Mistral è disponibile per alcuni paesi: oltre l’Italia e il Cile, è visibile agli utenti di Argentina, Perù, Messico, Islanda, Spagna, Grecia, Ucraina e Corea del Sud.

Gabriela Mistral nel Doodle di Google

Gabriela Mistral è una delle tredici donne ad aver vinto il Premio Nobel per la letteratura: le venne assegnato nel 1945 con la seguente motivazione:

per la sua lirica, ispirata da forti emozioni, che ha fatto del suo nome un simbolo delle aspirazioni idealistiche dell’intero mondo latino americano.

Il suo nome d’arte – Gabriela Mistral – proviene dalla fusione dei nomi dei suoi due profeti preferiti: Gabriele d’Annuzio e Frédéric Mistral (anche lui Nobel per la letteratura, nel 1904).

Fu prima insegnante – e tra i suoi alunni ebbe Pablo Neruda: tanto brava la maestra quanto l’alunno! – e poi divenne rappresentante del suo paese in varie istituzioni di carattere internazionale (fu anche console onorario a Napoli e a Rapallo)

Dopo le prime opere in cui si nota la sua passione per la poesia modernista, Gabriela Mistral inizia a cercare nuovi mezzi espressivi e in Desolación (1922), considerata la sua opera migliore, troviamo i temi più cari alla poetessa: l’amore che va dai primi segni della passione travolgente fino a quanto succede dopo la morte della persona che si ama. È sempre l’amore che permea le altre sue opere: amore che si rivolge all’infanzia in Ternura (1924) e in Tala (1938) o dalle sfumature panteiste. In questo percorso di ricerca, intanto, lo stile della Mistral diventa sempre più asciutto e tende a sfoltire gli elementi barocchi presenti nelle sue opere precedenti.

Così scrive Gabriela Mistral nella sua poesia L’incontro (tratta da Canto che amavi. Poesie scelte, traduzione di Matteo Lefèvre, Marcos y Marcos)

L’ho incontrato sul sentiero.
Non turbò il suo sogno l’acqua
Né fiorirono le rose;
fiorì stupore la mia anima.
E ha una povera donna
Il viso pieno di lacrime!
Aveva un canto leggero
Sulla bocca disinvolta,
e al guardarmi gli si fece
grave il canto che intonava.
Guardai la strada, la vidi
strana e come di sogno.
E nell’alba di diamante
ebbi il viso tra le lacrime

Gabriela Mistral ha scritto anche opere in prosa, come Lecturas para mujeres (1923), Recados, Contando a Chile (1957).




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.