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Posted 13 Aprile 2015 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

È morto Eduardo Galeano, autore de “Le vene aperte dell’America Latina”

Eduardo Galeano

Lo scrittore uruguayano Eduardo Galeano è morto a Montevideo, sua città natale. Aveva 7 4anni. Scrittore e giornalista ha iniziato la sua carriera nella carta stampata, lavorando come editore al settimanale Marcha per poi passare a Época. Dopo il colpo di stato del 1973, Galeano dovette lasciare la sua patria e andò a vivere in Argentina. È conosciuto soprattutto per il libro Le vene aperte dell’America Latina, che scrisse nel 1971; ma anche per i suoi tantissimi libri in cui affrontava vari temi. Tra i suoi testi più noti ricordiamo Splendori e miserie del gioco del calcio.

Proprio in questi giorni è stato pubblicato un suo nuovo libro dal titolo Mujeres (Donne), considerato una specie di esperimento editoriale.

Noi lo ricordiamo con le parole di Rogelio Guedea nel libro Il mestiere di leggere:

Andai alla Galéria Universitaria in cerca di una risposta che non trovavo da nessuna parte, sebbene sapessi che stava consumando le mie pareti interiori. Salutai Ramón, il dipendente, e iniziai a mettere il naso tra i libri. Una scaffalatura e un’altra, alla ricerca di non sapevo ancora che. All’improvviso, trovai “Giorni e notti d’amore e di guerra” di Eduardo Galeano. Iniziai a leggerlo casualmente, cercando, più che un senso, una forma, e subito, senza nemmeno propormelo, zac: la forma, il senso. Lessi un frammento e un altro, un altro e un altro ancora, finché il mondo si ordinò nella mia testa. Comparivano immagini nuove sulle immagini vecchie che cadevano a terra. Leggevo una pagina e un’altra, e la seguente. Quello che il libro voleva dirmi non lo capivo, ma comprendevo il suo suono, il suo ritmo, il suo movimento, il suo modo di “dire”. Pagai l’esemplare, salutai Ramón e me ne andai al parco Libertad. Mi sedetti su una panchina dinanzi al ristorante La Polar e mi immersi nella lettura del libro di Galeano. Continuavo a passare le pagine senza trovare un senso o un’accumulazione di messaggi. Era come se stessi mangiando senza mangiare e, senza dubbio, iniziai a sentire che la mia fame si saziava. Salutai vari amici che passavano sull’altro marciapiede. Ascoltai la banda musicale nel Kiosco, che suonava il famoso valzer di Juventino Rosas. Nello stesso momento sentii i rintocchi delle campane della cattedrale. Un ricordo attraversò in volo la mia testa. La lettura mi stava aprendo cammini sconosciuti. Una mano mi invitò a passare oltre la soglia della porta e io accettai. Avanzai di un passo, due passi, entrai attraverso quella porta sconosciuta. Nel varcare la soglia, continuai a leggere “Giorni e notti d’amore e di guerra”. Ma era un altro.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.