0
Posted martedì, 21 Aprile 2015 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Libri d’amore lesbo: Radclyffe Hall, Djuna Barnes, Virginia Woolf, Patricia Highsmith e Alice Walker

Libri d’amore lesbo

Come dicevamo solo qualche giorno fa, il Novecento ha visto cadere progressivamente e tra mille difficoltà tabù e pregiudizi millenari. Una rivoluzione dei costumi che ha trovato nella letteratura un veicolo importante, uno strumento di emancipazione per uomini e donne che la società aveva per secoli chiuso in gabbie e schemi da cui era difficile, se non impossibile, fuggire o districarsi. La diversità sessuale affronta così, dopo tanto buio e prolungato ostracismo, le luci a tratti anche violente della ribalta e i libri d’amore lesbo iniziano a circolare e ad affermarsi.

Tra i primi romanzi a occuparsi con clamore dell’omosessualità femminile c’è sicuramente Il pozzo della solitudine della britannica Radclyffe Hall. Un’opera che nel 1928 indigna e fa infuriare i benpensanti di tutto il paese. In men che non si dica il romanzo finisce sotto processo e poco o nulla può fare l’intellighenzia inglese che coraggiosamente cerca di fare quadrato attorno a una Hall attaccata su più fronti. Il pozzo della solitudine dovrà ahimè aspettare più di vent’anni prima di poter circolare liberamente in patria.

Le cose vanno di certo meglio per la fatale e bellissima Djuna Barnes che nel 1936 dà alle stampe Nightwood (reso in italiano in vario modo: Bosco di notte, Foresta di notte, Bosco notturno e La foresta della notte), un roman à clef salutato da più parti come un assoluto capolavoro (tra i suoi più accesi sostenitori, lo ricordiamo, il poeta T. S. Eliot).

Bene, anzi benissimo va anche a Virginia Woolf che, presa da cocente amore per l’aristocraticissima Vita Sackville-West, le dedica Orlando, il suo famoso pastiche sull’identità sessuale che in poche settimane le frutta un piccolo patrimonio.

Gli anni Cinquanta, nonostante il perbenismo imperante, vedono la pubblicazione di Carol, il noto romanzo di Patricia Highsmith che racconta dell’amore saffico tra la giovane e infelice Therese e la bellissima ed elegante Carole. Un romanzo che per la prima volta, con un inatteso colpo di scena che si fa beffa dei luoghi comuni, regala ai lettori un lieto fine.

Impossibile a questo punto non soffermarci almeno per un istante su Il colore viola di Alice Walker del 1982, dove le mille sofferenze di Celie trovano un balsamo miracoloso e salvifico nell’amore di Shug Avery. Un incontro il loro che, dopo tanto dolore, apre le porte al cambiamento. A una rinascita interiore lungamente attesa (e dovuta).

Foto | Juan Buchelli




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).