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Posted domenica, 3 maggio 2015 by Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Quando la paura incombe tra le pagine: abbeverarsene o fuggire?

Quando la paura incombe tra le pagine: abbeverarsene o fuggire?

Quante e quali figure si aggirano nel nostro immaginario alimentato da leggende e racconti? Sfruttatissime da chi sa come narrarle, reinventarle, modificarle, non smettono mai di attrarci: folli stile Jack lo Squartatore, lupi mannari, vampiri, fantasmi, esseri alieni, demoni e zombi, si muovono da secoli nelle nostre librerie private, in verosimili storie della buonanotte. Forse non sapete che i licantropi hanno attratto perfino Dumas e Maupassant, ma di certo non c’è nessuno che non ricordi Dottor Jekill and Mister Hide, di Robert Louise Stevenson, o l’intramontabile Frankenstein di Mary Shelley. E, a proposito di possessioni e demoni, meritevole di nota Rosemary’s Baby di Ira Levin o il grande best seller degli anni ’70 L’esorcista, di William Peter Batty. Tradotto in diciotto lingue e frutto di un gran lavoro di ricerca su un fatto realmente accaduto negli anni ’40, il romanzo rappresenta la possibilità che il male possa colpire chiunque, senza esclusioni, provocando timori e incubi in chi legge a causa del dubbio che insinua: e se fosse tutto vero? Qui il macabro che terrorizza, destabilizza e annienta, viene dall’esterno, non dall’interno, anche se è all’interno di chi legge che penetra riesumando paure collettive e ataviche. “Penso che il mio inconscio, una volta accumulato tutto il materiale e la fatica necessari, abbia creato la maggior parte della trama, elargendone poco alla volta delle porzioni alla mia coscienza razionale”, ha dichiarato l’autore.

Con scrittori come Dean Koontz, Clive Barker, Peter Straub, Richard Matheson, John Ramsey Campbell e tutti quelli che abbiamo citato in queste tre “puntate” sulla paura in letteratura, o che non abbiamo menzionato per ragioni di spazio, impariamo che le paure più grandi e difficili da esorcizzare sono quelle mentali, quelle che nascono dall’irrazionale, dall’inconscio, quelle create dalla mente e non da cause esterne contro le quali si può provare a combattere. È la psiche a generare i mostri peggiori, e sono proprio fattori come l’inconscio, l’ignoto, il soprannaturale, il mistero della morte e di ciò che ci aspetta dopo, a fomentare la nostra vulnerabilità con sinistre fantasie. Le creiamo, sì, ma le andiamo anche a cercare laddove possiamo trovarne infinite e già confezionate, divenendo protagonisti di storie altrui attraverso il cinema e la letteratura. Quanti di voi si sono immedesimati nel personaggio Jack Torrance di Shining, creato da Stephen King? E quanti si sono più facilmente calati nell’orrore provato dalla moglie o dal bambino? Siete vittime o aguzzini, nell’antro più profondo e segreto della vostra psiche?

Dunque, grazie all’immaginazione, all’abilità, al talento e – perché no – agli incubi privati di uno scrittore, un mondo “normale”, un contesto che addirittura può esserci familiare, si trasforma in luogo oscuro, minaccioso, in labirinto che ti ingoia in una spirale di terrore. È vero, proviamo paura, temiamo l’oscura minaccia che incombe tra le pagine, ma irrimediabilmente attratti e spesso incredibilmente identificati nell’assassino, continuiamo a leggere e ancora a leggere, in cerca di emozioni forti senza conseguenze. Qualcuno ha ipotizzato che persino il killer seriale dei romanzi ci attrae perché si comporta come la bestia che è dentro di noi, sepolta dalla ragione e tenuta al guinzaglio dal timore dello “sconfinamento”.

La paura scritta è subdola, manipolatrice, vi fa dubitare che l’armadio di casa celi qualcosa di orrendo, vi trasforma in sospettosi se – mentre leggete – la vostra porta cigola per via di una corrente d’aria; fa sobbalzare il vostro cuore se al piano di sopra il vicino sbatte una porta, trasmettendovi una percezione del pericolo abilmente rappresentata tra le righe.

Ma ricordate gli insegnamenti dei grandi, voi che siete desiderosi di raccontarla: non sempre sono necessari personaggi inquietanti, ambientazioni particolari, il buio o il temporale, per suscitare forti emozioni. Lasciatele annidare nella normalità, il rassicurante quotidiano può celare terribili e inaspettati segreti tra le più anonime crepe del muro: non è forse vero che quando si cattura un serial killer, sono i più vicini a lui a dire “era un uomo così tranquillo, così… normale!”

La paura, antica e potente emozione, grazie alla penna di quegli scrittori che dei loro incubi segreti hanno fatto un’arte, si rivela spesso capace di avere la meglio sulla parte razionale dell’uomo: in veste di passione lo travolge con un semplice oggetto – il libro – provocandogli intensi piaceri o intriganti spaventi. Che dire? Magie della letteratura!

Foto | Pixabay




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.