0
Posted giovedì, 14 Maggio 2015 by Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

Dante Alighieri, che vuoi da me?

Dante Alighieri

Ritratto di Dante Alighieri dipinto da Sandro Botticelli (1495)

La data di nascita di Dante Alighieri non è certa, ma la si colloca generalmente tra il 14 maggio e il 13 giugno del 1265. Una data che, almeno a spanne, noi italiani dovremmo ricordare, considerata la sua importanza. Non è così naturalmente e non c’è da stupirsi.

D’altronde, avete mai letto Dante? Da soli intendo, per passione, non costretti dalla professoressa di italiano del liceo o da un’esame universitario che vi ha fatto dannare l’anima. Scommetto di no, non l’ho fatto neanche io, d’altronde. Non che non ci abbia provato, non che non senta da un lato il fascino della Commedia e delle altre sue opere e dall’altro una sorta di obbligo morale in quanto italiana, amante delle lettere, pseudo scrittrice.

La verità è che leggere la Divina Commedia è un’impresa difficile. Sicuramente molti, armati di buona volontà e trascinati dall’entusiasmo di Benigni ci hanno provato. Vorrei essere tra questi prima o poi, ma temo non ci riuscirò mai. Forse potrei provare con le opere meno conosciute, quelle che a scuola dovevamo memorizzare in un elenco fastidioso, che a noi non diceva proprio niente: le Rime, il Convivio, il De Vulgari eloquentia, il De Monarchia, le Egloghe.

Giusto qualche giorno fa stavo rileggendo un lungo e bell’articolo di Internazionale, a firma di Claudio Giunta e intitolato Perché uno dovrebbe leggere Dante? Me lo sono sempre chiesto anche io, soprattutto al liceo, quando dovevamo scomporre e ricomporre i suoi versi, perdendo il gusto per la poesia e sorbendoci pagine e pagine di critica. Claudio Giunta scrive:

La Commedia è forse l’unica grande opera letteraria occidentale che non può essere letta senza un commento o senza avere accanto una buona enciclopedia. […] Dato che è difficile da capire, la Commedia è anche difficile da amare. A scuola accade spesso che queste difficoltà vengano un po’ nascoste per non spaventare gli studenti: e la bellezza e l’importanza della Commedia (come di altre opere del passato) vengono date come ovvie, auto-evidenti. Ma non è così.

Ricordo bene il liceo e i giorni in cui ero costretta a studiare Dante: non mi piaceva. Non solo lo trovavo difficile, ma anche antipatico. Avrei più tardi amato moltissimo, invece, Ariosto.

Nella mia esperienza, perché un ragazzo o un adulto possano imbarcarsi nell’impresa di studiare la Divina Commedia, prima di poterla leggere senza frenare costantemente per interpretarla, devono incontrare qualcuno che l’abbia amata e letta davvero. Dante, oggi, ha bisogno di ambasciatori dotati di passione e di capacità divulgative.

Se la Commedia, infatti, richiede una ferrea volontà di studiare, dato lo sforzo che richiede, questa può essere forgiata solo da una grande motivazione. Ben vengano dunque attori come Benigni, professori e saggisti in grado di affascinarci, di farci intravedere in lontananza un appetibile punto d’arrivo, che ci faccia sganciare dalle nostre abitudini di lettori.

Ben vengano anche nuovi stimoli da voi lettori, indicazioni, citazioni, per portare la sottoscritta e altri possibili appassionati ad intraprendere questo vero e proprio pellegrinaggio nella vita e nella poesia dantesca (io ho appena scoperto che hanno realizzato una graphic novel a partire da La vita nova).

Foto | Sandro Botticelli [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.