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Posted domenica, 31 maggio 2015 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Irene Brin, un ricordo tra moda e scrittura

Irene BrinDa un’Italia in macerie, ma pronta a balzare di nuovo in piedi e rimboccarsi le maniche, emerge la figura squisita e ineffabile di Irene Brin, nom de plume di Maria Vittoria Rossi (1911-1969). Il suo stile asciutto e mordace, elegante e sottile dà vita nel primo dopoguerra a una nuova forma di giornalismo di moda; cronache dove cultura, bon ton e abiti di grandi firme non si fanno mai ombra ma formano piuttosto un impeccabile triumvirato del buon gusto, sotto il quale, flessuosa e implacabile, guizza l’ironia. L’aggettivo sempre illuminante. Il tocco caustico ma colto di una penna che conquista e abbaglia tra una dottissima citazione letteraria e un consiglio “comme il faut”. Il suo nome diventa così in pochi anni punto di riferimento del nascente Made in Italy, quando le case di moda hanno nomi freschi e sonori, brevi e aristocratici come Carosa o Pucci, e quella sua eleganza retta da equilibri inalterabili, benedetta da una bellezza statuaria e sottolineata da soavi occhi chiari, conquista in America anche la leggendaria Diana Vreeland, vulcanica direttrice di Harper’s Bazaar che la vuole a tutti i costi tra le sue collaboratrici.

Il fascino della Brin, in quegli anni di boom economico, di rinascita del paese, non conosce confini e attraversa capitali e continenti, riviste e cinegiornali. Le sue rubriche sono tutte seguitissime e la galleria d’arte aperta a Roma con il marito Gaspero Del Corso diventa in men che non si dica il fulcro della nuova vita culturale e artistica della Capitale, grazie a mostre che portano per la prima volta in Italia artisti come Magritte, Picasso e Dalì.

Un successo ampio, sfaccettato che trova spazio anche nel mondo dell’editoria con opere come Olga a Belgrado, Usi e costumi e Le visite, titoli riproposti anni dopo da Sellerio ed Elliot Edizioni a testimonianza di un talento non comune, di uno stile impareggiabile che ancora oggi, a distanza di tanto tempo (Irene Brin si spegne il 31 maggio del 1969 per un male incurabile nella sua casa di Sasso), suscita ammirazione, invidia e, ahimè, vano spirito di emulazione.

Maria Bellonci così ritrasse Irene Brin in Pubblici segreti:

La moda, impugnata da lei nella sua espressione estrema, rivela la sua qualità intellettuale, la sua fantasia di interprete, le sue sottigliezze critiche, la sua cultura composita e raffinata.

Foto | Wikipedia




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).