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Posted mercoledì, 3 giugno 2015 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Cinque strani casi di libri proibiti

Libri proibiti

Sapete che nel 1985 Mubarak vietò in Egitto la lettura de Le mille e una notte? È questo uno dei cinque strani casi di libri proibiti che attraversano la storia: ecco qualche informazione in più.

Amleto in Etiopia: nell’Etiopia degli anni Settanta l’opera di Shakespeare venne considerata pericolosa. Dopo il colpo militare del 1974, infatti, tutto quello che non appoggiava il nuovo governo era vietato. Vennero così proibiti articoli, alcuni libri e canzoni romantiche. E dal momento che Amleto parla di un governo illegittimo, la sua messa in scena venne vietata nel 1978 e il regista – Tsegaye Gabre Medhin, già vice-ministro della Cultura del Paese, nonché poeta e scrittore – perse il lavoro.

L’Odissea offese Caligola: l’imperatore Caligola vietò l’Odissea perché, secondo lui, la narrazione lo offendeva, dal momento che l’opera era imperniata sui valori greci della libertà.

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie vietato in Cina. Di questo classico della letteratura infantile è stato detto di tutto: l’autore Lewis Carroll (1832-1898) è stato accusato di essere pedofilo, secondo alcuni il romanzo sarebbe infatti una lettera di amore a una bimba e c’è chi interpreta le avventure di Alice come la bandiera del movimento per la legalizzazione delle droghe negli USA. Di diverso avviso il governatore della provincia cinese dello Hunan che nel 1931 inserì questo testo nella lista dei libri immorali in quanto pone esseri umani e animali sullo stesso livello.

Le mille e una notte e la sua zona di origine. Nonostante raccolga molte leggende arabe, storie millenarie e buona parte della tradizione orale del Medio Oriente, Le mille e una notte sono state vietate in più di dieci paesi della Regione. Nel 1985 Hosni Mubarak fece ritirare dal commercio il libro nella città de Il Cairo perché conteneva “passaggi osceni che minacciano il tessuto morale di tutto il paese”. Nello stesso periodo, il direttore della Biblioteca del Consolato Britannico in Israele stabilì che le storie di Shahrazād non fossero adatte agli studenti ebrei.

Roald Dahl contro la buona morale: i libri per l’infanzia del buon Roald Dahl sono stati proibiti più e più volte con le motivazioni più varie. C’era chi li considerava maschilisti, chi razzisti o violenti, chi, ancora, riteneva che promuovessero l’uso di droghe. Il libro James e la pesca gigante (pubblicato nel 1961 in originale e nel 2003 in Italia per i tipi di Salani) venne bandito in Wisconsin perché il personaggio del ragno si lecca le labbra e questo “può essere inteso in due modi, tra cui uno esplicitamente sessuale”.

Via | Arcadia




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.