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Posted 13 Giugno 2015 by Claudio Gurgone in Poesia e dintorni
 
 

W. B. Yeats, il bardo modernista

W. B. YeatsIl 13 giugno di 150 anni fa nasceva, nei pressi di Dublino, colui che sarebbe diventato uno dei più importanti poeti in lingua inglese del XX secolo: William Butler Yeats. Nacque in una famiglia di ascendenze aristocratiche, di religione anglicana, lingua inglese e origini britanniche più o meno antiche. I membri di questa élite erano noti come Anglo-Irish.

È tradizione, e forse anche un luogo comune, che i popoli celtici siano particolarmente portati alla poesia, alla musica e al narrare storie, è però certo che il futuro poeta venne al mondo in un ambiente favorevole alle arti. Il padre abbandonò gli studi in legge per dedicarsi alla pittura e trasmetterà il suo talento al fratello di William, Jack, che diventerà un famoso pittore nonché a due delle sorelle, Elizabeth e Susan che si dedicheranno alle arti figurative.

La famiglia Yeats e, di conseguenza, il giovane William, viaggerà periodicamente tra Dublino, Londra e la contea di Sligo, alla quale resterà sempre particolarmente affezionato. La natura e i paesaggi irlandesi, la vita rurale, il folklore e le leggende di origine celtica che ne costituiscono parte integrante hanno un ruolo importante nella produzione poetica di Yeats e anche se non è possibile affermarlo con assoluta certezza, è molto probabile che l’amore viscerale per la cultura popolare della terra natia sia iniziato grazie alle fiabe tradizionali che la madre raccontava a lui e ai suoi fratelli quando erano piccoli.

William ebbe un percorso di studi inizialmente irregolare e poi si iscrisse al National College of Art and Design di Dublino. I suoi primi versi risalgono all’età di diciassette anni, ma la famiglia si trasferirà a Londra nel 1887 e proprio in questo periodo entrerà in contatto con altre realtà che influenzeranno la sua poesia, ossia l’estetica del movimento pre-raffaelita e l’esoterismo. Il giovane artista, infatti, cedette, come molti altri artisti dell’epoca (Sir Arthur Conan Doyle, Brahm Stoker, Arthur Machen ed Edith Nesbith per citarne alcuni), al fascino dell’occulto e si unì alla setta esoterica Golden Dawn, partecipando a numerose “sedute”. Nel corso della sua vita non abbandonò mai completamente le dottrine esoteriche, dalle quali attinse spesso i simboli di cui i suoi versi sono disseminati. La donna che sposò, Georgie Hyde-Lees, praticava degli esperimenti presunta comunicazione con entità trascendenti noti con il nome di “scrittura automatica”, dai quali Yeats trarrà spunto per l’opera Una visione.

La poesia di Yeats

La poesia di Yeats ha subito delle variazioni in stile e tematiche nel corso della lunga carriera dell’autore.

Le prime opere sono profondamente influenzate dal suo amore per gli autori pre-romantici (William Blake in particolare), romantici e permeato dal simbolismo e dalle eteree atmosfere pre-raffaelite. La natura selvaggia dell’Irlanda, la vita di campagna e le antiche leggende locali sono le tematiche principali delle opere di questo periodo. La semplicità della vita agreste viene contrapposta alla mediocrità della borghesia cattolica irlandese, da lui ritenuta avida e amorale, come accade nella poesia Il lago di Innisfree.

Se nei suoi versi esaltava la rude ma sincera e semplice esistenza dei contadini, nella vita di tutti i giorni il poeta irlandese preferiva guardare il ceto medio dall’alto, frequentando l’aristocrazia, della quale ammirava la fedeltà alle proprie tradizioni. La più importante tra le frequentazioni altolocate è quella con la nobildonna e letterata Lady Gregory, con la quale trascorrerà molte estati presso la tenuta di campagna di quest’ultima.

Yeats fu forse l’esponente più importante della generazione di letterati che, tra la fine del XIX ed i primi decenni del XX secolo diede vita al rinascimento della letteratura irlandese noto come Irish Literary Revival e inoltre, con l’aiuto di Lady Gregory e di altri letterati irlandesi, ebbe un ruolo determinante nel rilancio del teatro irlandese, curando sia le opere che l’organizzazione di spettacoli che venivano rappresentati solitamente all’Abbey Theatre di Dublino, noto anche come Teatro Nazionale d’Irlanda.

Il coinvolgimento nella causa nazionale irlandese segna appunto la seconda fase della carriera poetica di Yeats. In questo periodo i suoi versi abbandonano le sfumature tenui e languide che hanno caratterizzato la sua produzione precedente e diventano più duri e diretti. Lo stile del poeta transita dal tardo-romanticismo vittoriano al modernismo, che si stava sviluppando in quel periodo e divenne amico del poeta Ezra Pound. Le più significative poesie di questo periodo parlano dell’Irlanda e del suo popolo che, orgoglioso del proprio glorioso passato e conscio dei soprusi subiti, proprio in quel periodo affronta la fase finale della sua lunga lotta per l’indipendenza.

Risalgono a questo periodo le poesie Settembre 1913 e La Pasqua del 1916. I due versi che si ripetono come un ritornello alla fine di ogni strofa di Settembre 1913, in cui esalta la figura del separatista John O’Leary, sembrano rimarcare questa transizione: “Romantic Ireland’s dead and gone, It’s with O’Leary in the grave. (L’Irlanda romantica è morta è scomparsa, è nella tomba con O’Leary).

Anche in questa fase Yeats mantiene il suo disprezzo per la classe media e per il mondo contemporaneo, da lui ritenuto sterile e disumanizzante e definito in una sua poesia “schifosa marea moderna”. Permane invece la sua passione per il simbolismo, la cui interpretazione non è sempre semplice perché il poeta irlandese, coerentemente con gli stilemi della poesia modernista, trasferisce sulla pagina immagini tratte da molteplici fonti aggiungendo alla mitologia celtica ed all’occultismo anche altre dottrine mistiche indiane, la teosofia e teorie filosofiche, costringendo il lettore che voglia capire a fondo i suoi versi ad una impegnativa ginnastica mentale.

W. B. Yeats, Nobel per la letteratura nel 1923

W. B. YeatsYeats vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1923 e fu il primo irlandese a ottenere questo prestigioso riconoscimento, proprio l’anno successivo a quello in cui la sua terra natia era finalmente diventata indipendente. La motivazione fornita dall’accademia di Svezia fu proprio che “la sua poesia, sempre ispirata, esprime lo spirito di una intera nazione…”.

La sua partecipazione attiva alla vita politica del neonato stato irlandese lo condusse anche a ricoprire la carica di senatore per due mandati e a occuparsi della veste grafica della moneta nazionale.

Yeats scrisse e pubblicò molte opere anche dopo essere stato insignito del Nobel e nelle opere della sua maturità si sovrappone al già presente simbolismo, un complesso misticismo basato sulle teorie spiritualiste tanto care al poeta, tra le quali spicca una concezione ciclica del tempo storico. Alcuni critici sostengono che le poesie di questa fase, come Navigando verso Bisanzio siano le più potenti ed evocative mai scritte nel XX secolo.

Yeats, oggi

Perché un lettore moderno dovrebbe leggere le opere di Yeats? La risposta “perché sono davvero belle” potrebbe sembrare banale, scontata anche se riporta la pura verità.

Le opere giovanili rapiscono il lettore con le loro raffinate atmosfere oniriche e lo trasportano in un mondo in cui passato, presente, storia, leggende e folklore celtico si intrecciano in una maniera assolutamente peculiare e tipica della letteratura irlandese. Le opere successive inducono di più il lettore a riflettere dopo averlo ipnotizzato con le immagini nitide e dirette evocate dai versi ormai diventati più asciutti e forse, se dicessi che i versi composti da Yeats nella sua maturità sono di facile ed immediata comprensione, mentirei, ma le opere di questo grande poeta irlandese sono in grado di affascinare il lettore e non è necessario divorare prima tonnellate di tomi sulla mitologia celtica, sullo spiritismo e sulla filosofia per apprezzarle, perché la magia della poesia risiede proprio nel fatto che tutto il complesso immaginario del poeta non sia il fine a cui il lettore deve tendere, ma il mezzo che il poeta impiega per colpirlo al cuore.

Una poesia di Yeats

Tutte le parole che raccolgo,
tutte le parole che scrivo,
devono aprire instancabili le ali,
e non fermarsi mai nel loro volo,
fino a giungere là dove è il tuo triste, triste cuore,
e cantare per te nella notte,
oltre il luogo ove muoiono le acque,
oscure di tempesta o lucenti di stelle.




Claudio Gurgone

 
Vive a Torino, dove si è laureato in lingue e letterature straniere moderne. Alterna l'attività di traduttore con quella di insegnante. Disegna vignette per hobby ed è felice quando ha la possibilità di stare in mezzo ai libri e di occuparsi, in qualsiasi modo, di letteratura.