0
Posted 27 Luglio 2015 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Addio a Sebastiano Vassalli, tra i più grandi scrittori dei nostri tempi

Sebastiano Vassalli

Sebastiano Vassalli, tra i più grandi autori italiani contemporanei, è morto per una malattia fulminante, tenuta riservata fino a ora. Definito il Manzoni senza Provvidenza, Sebastiano Vassalli era nato a Genova il 24 ottobre 1941, ma a pochi anni d’età si era trasferito a Novara, nei cui pressi ha abitato per il resto della sua vita. Una Novara che rivive tra le pagine de La chimera, il suo romanzo più noto che ha vinto lo Strega nel 1990, anno della sua pubblicazione, e ha partecipato al Campiello nello stesso anno. Recentemente la Fondazione Il Campiello aveva comunicato che gli sarebbe stato assegnato il Campiello alla carriera il prossimo settembre.

Nei suoi romanzi Vassalli ha dipinto il carattere degli italiani: attraverso un’approfondita analisi storica ha scavato in quel che c’è di più intimo in noi italiani e l’ha raccontato con uno stile narrativo asciutto e diretto che fa sì che sia impossibile dimenticare i personaggi presentati. È un andirivieni nella storia quello che ci ha proposto Vassalli, dalla storia di Roma (Un infinito numero, Terre selvagge – in cui, tra l’altro, leggiamo: “Ci sono dei periodi, nella nostra storia, in cui per guardare avanti bisogna voltarsi. Come ai tempi di Omero e come oggi. Achille, Ettore e Ulisse avevano qualcosa da dire a chi viveva mille anni dopo di loro e hanno qualcosa da dire ancora a noi, dopo che sono passati altri tremila anni. Qualcosa che né la televisione né il web né i vicini di casa saprebbero dirci”) a un futuro distopico (3012: l’anno del profeta) in cui il coraggio è vivere senza maschera, passando per le origini della mafia (Il cigno), per dispute letterarie (L’alcova elettrica 1913: il futurismo italiano processato per oltraggio al pudore) e giusta collocazione di grandi autori italiani (come Dino Campana, da Vassalli studiato ne La notte della cometa, ma anche in Natale a Marradi. L’ultimo Natale di Dino Campana) e a uno sguardo diverso sui legami della storia stessa (Cuore di pietra, L’oro del mondo, Marco e Mattio, Dux. Casanova in Boemia, La notte del lupo, Archeologia del presente) come anche su quanto di più futile ci fosse ai giorni nostri (Comprare il sole).

Sebastiano Vassalli è stato un grande narratore che, nel raccontare storie, ha contribuito a creare una coscienza sociale, come ebbe a dire ne Un nulla pieno di storie. Ricordi e considerazioni di un viaggiatore nel tempo:

Il mestiere dello scrittore consiste nel raccontare storie. Così era ai tempi di Omero e così è ancora oggi. È un mestiere antico come il mondo, che risponde a una necessità degli esseri umani, a un loro bisogno fondamentale: quello di raccontarsi. Finché ci saranno nel mondo due persone, ci sarà chi racconta una storia e ci sarà chi ascolta una storia. Quante cose si fanno, o si sono fatte, che non si sarebbero mai fatte se non ci fosse stata la possibilità di raccontarle! Senza la memoria del passato che è all’origine di ogni racconto, il nostro percorso di civiltà sarebbe ancora fermo da qualche parte nella notte dei tempi. Le grandi conquiste e le grandi imprese di ogni genere non avrebbero avuto lo stimolo per compiersi, e anche gli atti di eroismo sarebbero stati rari, e sarebbero stati scambiati per follia…

Foto | screenshot dal video Sebastiano Vassalli: “Mi interessano le grandi storie, non le chiacchiere di condominio”




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.