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Posted martedì, 4 Agosto 2015 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Oriana Fallaci: i suoi libri per conoscerla meglio

Oriana Fallaci libri

Oriana Fallaci (29 giugno 1929 – 15 settembre 2006) è stata una giornalista e scrittrice sempre in prima linea e con i suoi libri ha venduto milioni di copie. In molti la ricordano per i suoi ultimi libri – La rabbia e l’orgoglio e La forza della ragione, per intenderci – ma Oriana Fallaci ha scritto altro, tanto altro e sarebbe bene conoscere la sua opera per intero e non singole frasi che spesso rimbalzano sui social network.

A seguire un elenco dei libri di Oriana Fallaci, diviso tra libri pubblicati mentre lei era in vita e testi che hanno visto la luce dopo la sua morte (In caso di inesattezze o omissioni vi chiediamo di farcele notare nei commenti. Grazie!)

Oriana Fallaci libri pubblicati in vita

  • I sette peccati di Hollywood (Longanesi, 1958): è il 9 gennaio 1956 quando Oriana Fallaci, inviata de L’Europeo, giunge per la prima volta a Hollywood per comprenderne i meccanismi nascosti e raccontare senza filtri il mondo del cinema e i suoi segreti. Seguendo il filo dei sette peccati capitali, la Fallaci conduce la sua inchiesta con ironia e profonda comprensione umana, consapevole che, dietro la facciata, “la storia di Hollywood è tutta qui”.
  • Il sesso inutile. Viaggio intorno alla donna (Rizzoli, 1961): “Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino meteorologico”.
  • Penelope alla guerra (Rizzoli, 1962) è la prima opera narrativa di Oriana Fallaci: la storia di una donna che, straniera a New York, non esita a sfidare le convenzioni (e le ingiustizie) di una società maschilista.
  • Gli antipatici (Rizzoli, 1963): antipatici sono quei personaggi destinati a trovarsi sempre sulla bocca di tutti, e dei quali tutto si sa e tutto si dice. Inviata de L’Europeo, agli inizi degli anni Sessanta Oriana Fallaci va a intervistarli: registi da Oscar, poeti premi Nobel, dive di fama planetaria, compositori, scrittrici di alto profilo…
  • Se il sole muore (Rizzoli, 1965): partendo dal valore politico e simbolico della corsa alla conquista della Luna, Oriana Fallaci ci accompagna nel clima di un’America che stava ridisegnando se stessa e il mondo e si interroga sulle trasformazioni individuali e sociali portate dallo sviluppo tecnologico.
  • Niente e così sia (Rizzoli, 1969): “La vita cos’è?”. Alla vigilia della partenza per il Vietnam come inviata de L’Europeo, nell’autunno del 1967, Oriana Fallaci tenta di rispondere alla domanda della sorellina Elisabetta: “La vita è il tempo che passa tra il momento in cui si nasce e il momento in cui si muore”. Ma la risposta le sembra incompleta e l’interrogativo la accompagna durante il lungo viaggio. All’arrivo a Saigon l’atmosfera è sospesa, surreale. L’agenzia France Press diretta da Francois Pelou sembra l’unico tramite con il resto del Paese ed è da quella base che la Fallaci si muove per testimoniare l’insensatezza della guerra: dalla battaglia di Dak To all’offensiva del Tet e all’assedio di Saigon, gli orrori del conflitto sono annotati giorno dopo giorno nel suo diario.
  • Quel giorno sulla Luna (Rizzoli, 1970): Oriana Fallaci incontra gli astronauti, condivide la loro preparazione, segue i dettagli tecnici, discute con gli scienziati e i medici, espone i propri dubbi, sottolinea i rischi e rivela, anche con spirito critico, le difficoltà. Il materiale che raccoglie è sorprendente per ricchezza e completezza documentativa, per varietà di voci e punti di vista. Nel momento in cui il missile Saturno V si solleva, prevale l’emozione di poter vivere in diretta un avvenimento straordinario.
  • Intervista con la storia (Rizzoli, 1974): testo appassionato e coraggioso, raccoglie le interviste di Oriana Fallaci alle figure che hanno segnato il corso del secondo Novecento, da Henry Kissinger a Willy Brandt, da Golda Meir a Indira Gandhi, da Arafat a Hussein di Giordania, da Nenni ad Amendola, fino a Giulio Andreotti.
  • Lettera a un bambino mai nato (Rizzoli, 1975): il tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come a un dovere ma come a una scelta personale e responsabile. Una donna di cui non si conosce né il nome né il volto né l’età né l’indirizzo: l’unico riferimento che viene dato per immaginarla è che vive nel nostro tempo, sola, indipendente e lavora.
  • Un uomo (Rizzoli, 1979): è il romanzo della vita di Alekos Panagulis, che nel 1968 è condannato a morte nella Grecia dei colonnelli per l’attentato a Georgios Papadopulos, il militare a capo del regime. Oriana Fallaci incontra Panagulis nel 1973 quando, graziato di una grazia che non aveva chiesto ma che il mondo intero reclamava per lui, esce dal carcere. I due si innamorano di un amore profondo, complice, battagliero. Lei lo affianca e ne condivide una lotta mai paga.
  • Insciallah (Rizzoli, 1990): un’opera corale che prende spunto dalla missione occidentale di pace a Beirut dopo i sanguinosi eventi del 1982. Una “piccola Iliade” che la stessa Fallaci racconta dando voce a uno dei protagonisti, il Professore, un militare appassionato di letteratura. È un epico romanzo sulla missione occidentale di pace nella Beirut dilaniata dallo scontro tra cristiani e musulmani e dalle faide con Israele.
  • La rabbia e l’orgoglio (Rizzoli, 2001): i fatti dell’11 settembre 2001 impongono a Oriana Fallaci di tornare con furia alla macchina da scrivere per dar voce a quelle idee che ha sempre coltivato nelle interviste, nei reportage, nei romanzi, ma che ha poi “imprigionato dentro il cuore e dentro il cervello” dicendosi “tanto-la-gente-non-vuole-ascoltare”. Il risultato è un articolo sul Corriere della Sera del 29 settembre 2001, un sermone lo definisce lei stessa, accolto con enorme clamore in Italia e all’estero. Esce in forma di libro nella versione originaria e integrale, preceduto da una prefazione in cui la Fallaci affronta alle radici la questione del terrorismo islamico e parla di sé, del suo isolamento, delle sue scelte rigorose e spietate. La risposta è esplosiva, le polemiche feroci. Mentre i critici si dividono, l’adesione dei lettori, in tutto il mondo, è unanime di fronte alla passione che anima queste pagine.
  • La forza della ragione (Rizzoli, 2004): voleva essere solo un post-scriptum a La rabbia e  l’orgoglio, intitolato Due anni dopo. Ma quando ebbe concluso il lavoro, Oriana Fallaci si rese conto di aver scritto un altro libro.
  • Oriana Fallaci intervista sé stessa – L’Apocalisse (Rizzoli international, 2004): autointervista di una donna che ha il coraggio di scrivere la verità sugli altri e su sé stessa. L’Apocalisse è il titolo del post scriptum: oltre cento pagine in cui, rifacendosi all’Apocalisse dell’evangelista Giovanni e sempre intervistando sé stessa, completa e conclude il suo lavoro.

Oriana Fallaci libri pubblicati postumi

  • Oriana Fallaci. Intervista con la Storia. Immagini e parole di una vita, a cura di A. Cannavò e A. Nicosia (Rizzoli, 2007): quasi duecento immagini per raccontare una vita sull’onda degli eventi più drammatici del nostro tempo.
  • Un cappello pieno di ciliege (Rizzoli, 2008): il romanzo postumo non concluso, che racconta la storia della famiglia Fallaci, al quale lavorò per oltre dieci anni (del plurale di ciliegie/ciliege ne abbiamo già scritto).
  • Intervista con il potere (Rizzoli, 2009): dopo la pubblicazione di Un uomo nel 1979, Oriana Fallaci mette a segno per il Corriere della Sera i due straordinari reportage dall’Iran di Khomeini e dalla Libia di Gheddafi, che compongono la prima parte di questa Intervista con il potere. Nella seconda parte, dal 1964 al 1982 sfilano davanti al lettore i nomi che hanno fatto la storia della seconda metà del Novecento.
  • Saigon e così sia (Milano, 2010): dal titolo di un famoso articolo di Oriana Fallaci pubblicato da L’Europeo nel maggio 1975, il volume raccoglie per la prima volta in volume i reportage dal Vietnam del Nord e dalla Cambogia (1969-1970), alcune celebri interviste ai protagonisti di quel conflitto e lo straordinario resoconto della caduta di Saigon.
  • Il mio cuore è più stanco della mia voce (Rizzoli, 2013): il libro raccoglie alcune delle conferenze di maggior rilievo di Oriana Fallaci, pagine rimaste finora inedite che rivelano il suo rapporto con la scrittura, la sua passione per la politica e per l’impegno civile, la sua “ossessione per la libertà”.
  • Viaggio in America (Rizzoli, 2014): il suo primo viaggio a New York risale al 1955, dieci anni dopo Oriana Fallaci decide di trasferirsi lì e con un tono lieve e brillante racconta la vita quotidiana di una donna in un mondo dove le dimensioni delle cose acquistano a volte un aspetto mostruoso per chi è abituato a usare il metro italiano. Insieme alle tante facce della città, si alternano gli straordinari ritratti di attori e divi descritti sempre con uno sguardo disincantato e fresco. Ad accompagnarla c’è Shirley MacLaine, con cui progetta anche di rifare all’inverso la strada degli antichi pionieri che si mossero dalla Virginia e arrivarono in California.
  • Oriana Fallaci. In parole e immagini (Rizzoli, 2014): il libro prova a ripercorrere di pari passo l’evoluzione della scrittrice e quella del personaggio pubblico, intrecciando le opere di Oriana Fallaci alle fotografie che l’hanno immortalata e agli oggetti personali che meglio l’hanno rappresentata. In queste pagine le parole e le immagini di una vita si avvicendano in un intenso ritratto biografico: testi e citazioni estratti dalla sua vasta bibliografia e dalle sue carte private, e una ricca galleria di immagini rare, spesso del tutto inedite.
  • La mia Toscana (Rizzoli, 2015): in numerosi scritti di Oriana Fallaci traspare un grande amore per la sua terra d’origine, In questo volume illustrato pagine scelte dalle opere della Fallaci sono accompagnate da fotografie dei luoghi in cui la scrittrice è vissuta e che ha descritto nei suoi libri, la casa e i luoghi della sua infanzia, e da immagini emozionanti dei borghi, delle città d’arte e dei panorami celebrati dai più grandi scrittori e artisti italiani.

Foto | Wikipedia




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.