1
Posted venerdì, 7 agosto 2015 by Anna Fogarolo in Mondolibri
 
 

Marcello Simoni, intervista all’autore della Codice Millenarius Saga

Marcello SimoniUscito in questi giorni il secondo capitolo del Codice Millenarius Saga, L’abbazia dei cento delitti di Marcello Simoni, è già un successo. A mio avviso il suo segreto è la semplicità: con estrema bravura Marcello Simoni riesce a intrecciare storia – quella vera, quella che a volte nei romanzi viene infilata a forza rischiando di annoiare se non addormentare – alla fantasia, e lo fa riuscendo a mantenere il ritmo, incuriosendo il lettore mistero dopo mistero.

Oggi vi proponiamo un’intervista a Marcello Simoni, e poiché da L’abbazia dei cento peccati (primo romanzo della saga) passiamo a L’abbazia dei cento delitti (secondo romanzo), ci ritroviamo obbligati a partire con una prima, ovvia, domanda:

L’abbazia di Pomposa non è l’unica protagonista della saga, eppure appare evidente come sia la più amata, oserei dire la più vissuta; non è tanto la parola abbazia ad attirare la mia attenzione, quanto il numero cento: ci vuole spiegare come sono nati questi titoli, e se ci dobbiamo aspettare altri delitti e peccati?
Cento fu il numero dei monaci che Pomposa accolse nel proprio cenobio durante il suo momento più florido, a cavallo dell’anno Mille. A questo periodo si contrappone la decadenza spirituale ed economica del Trecento. Ecco dunque come il numero cento, nell’ultimo secolo del Medioevo, acquisisca nei miei romanzi un significato oscuro e simbolico con cui ho voluto giocare per dare enfasi alle peggiori inclinazioni dell’animo umano. Dopo i cento peccati e i cento delitti, avremo perciò i cento inganni.

Maynard de Rocheblanche, protagonista della saga, è un cavaliere così come ognuno di noi se lo immagina: forte, abile con la spada, onesto, virtuoso, e umano. A quale figura letteraria si è ispirato, se c’è, e come è nato il rapporto davvero luminoso con la sorella Eudeline, badessa nel convento di Sainte-Balsamie?
Ho tentato una fusione alchemica tra Ivanhoe, il conte Orlando e D’Artagnan. Ho anche tenuto presente i santi guerrieri del Medioevo, come san Giorgio, san Martino di Tours e il Michele arcangelo delle apocalissi affrescate. In Maynard de Rocheblanche c’è anche molto del mio fantasticare, d’altro canto, così come dello stato d’animo che colpì il mondo cavalleresco in decadimento, nel tardo Medioevo, quando ormai il mondo si preparava a forme più “evolute” e atroci di fare la guerra. Eudeline diventa perciò la perfetta controparte di Maynard: colei che subisce l’ondata di disonore e di decadenza benché non ne sia responsabile; colei che viene chiamata a combattere nonostante non abbia mai brandito una spada.

Parliamo di Elisa D’Este (e non voglio svelare i misteri che la accompagnano in entrambi i romanzi): vorrei sapere quanto c’è di vero e quanto invece è frutto della fantasia, perché, a mio avviso, il personaggio che riesce a presentare meriterebbe da solo un romanzo.
Elisa d’Este mi ha affascinato non appena ho letto il suo nome. D’altronde, la sua vita fu veramente come un romanzo. Sorella del marchese Obizzo, andò in sposa nel 1325 a Rinaldo “Passerino” de’ Bonacossi, signore di Mantova. Per quanto si sappia da lui non ebbe figli e dopo tre anni assistette alla sua uccisione. Fuggì a Ferrara grazie all’appoggio dei Gonzaga, dopodiché la Storia tace. Mi scuserà pertanto la nobile Elisa, se ho aggiunto avventura alla sua già turbolenta vita.

Una domanda insidiosa: nel 1347 l’Europa viene letteralmente travolta dalla peste, tanto che in molti hanno descritto la tragedia come l’annunciata Apocalisse, quale evento potrebbe venire descritto oggi, nel 2015, come l’Apocalisse? E chi il cavaliere che sfida la sorte pur di proteggere la verità?
Si è parlato di ebola, di crisi dei valori, di recessione economica… Io credo che l’Apocalisse incomba ogni giorno, dietro ogni angolo: si chiama ignoranza. I cavalieri in grado di proteggerci da questa peste del pensiero siamo noi stessi. Dobbiamo soltanto trovare il coraggio di impugnare le armi.

Infine, quali sono le sue letture preferite? Avrebbe qualche romanzo che l’ha particolarmente colpita da suggerire ai lettori di GraphoMania? Ovviamente, la Codice Millenarius Saga la consigliamo noi!
Sono un lettore onnivoro e vorace. Purtroppo, scrivendo, non leggo quanto vorrei. Tra gli scrittori che ultimamente mi hanno tenuto compagnia durante le ore di relax, cito Tim Willoks, Cormac McCarthy e Arturo Pérez-Reverte.

Foto | Ufficio stampa Newton Compton




Anna Fogarolo

 
Fotogiornalista per le maggiori testate italiane come Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Gente, Oggi, Focus... Dal 2009 sposta la sua attenzione sulle nuove tecnologie iniziando la carriera di Web content e blogger per alcuni noti portali e Network, successivamente si specializza come Social Media Manager. Attualmente: consulenza di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR per le Edizioni Centro Studi Erikson.