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Posted martedì, 25 Agosto 2015 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Il lettore snob: venti indizi che anche tu potresti esserlo

Il lettore snob: venti indizi che anche tu potresti esserlo

Ammettiamolo: noi che amiamo i libri a volte apparteniamo alla “setta” del lettore snob. Un po’ come chi pratica uno sport molto di nicchia: senza dubbio lo gioca perché piace, ma questo non vuol dire che non gli capiti di guardare dall’alto in basso chi non lo pratica perché non comprende tutti i sottili meccanismi di quello sport.

Sebbene fare l’intellettuale non vada certo di moda, può capitare di incontrare qualche lettore snob che, magari senza pensarci, ha atteggiamenti – o fa discorsi – che possono denotare una presunta superiorità. E non pensare a quell’amica o a quel collega: è molto probabile che tu che stai leggendo questo post (come me che lo sto scrivendo!) sia un lettore snob! Ecco alcuni sintomi di questa realtà.

Venti indizi per capire se sei un lettore snob

  1. Ritieni che ci sia un solo modo buono di leggere: il tuo. Parimenti, i libri che ti piacciono sono quelli buoni e se qualcuno non li apprezza lo fa o perché ha cattivo gusto o perché non li capisce.
  2. Non usciresti mai con qualcuno a cui non piace leggere. E ripeti questa frase spesso, a voce alta.
  3. Credi che lettori e lettrici siano più intelligenti o siano persone migliori e magari tutte e due le cose insieme: hai sempre pronto un discorso su come leggere ti ha reso migliore.
  4. Secondo te, nessuno può dirsi un vero lettore se non legge più di un libro a settimana.
  5. Sei sempre disposto a spiegare agli altri quello che un libro “realmente” significa.
  6. Dai uno sguardo alle critiche al libro che hai appena finito di leggere prima di farti una tua opinione: non sia mai che vai in giro a dire di aver letto un libro bellissimo quando quelli che conosci lo considerano appena mediocre!
  7. Non leggi best-seller. Corollario: leggi best-seller e ti piacciono pure, però non lo dici pubblicamente e nemmeno annoti queste letture su aNobii o Goodreads. Pubblicamente parli solo di letture “serie”.
  8. Non darai mai 5 stelle a un best-seller sui social network, al massimo potrai spingerti a 3.
  9. Leggi l’Ulisse di James Joyce in luoghi pubblici e mai con l’eReader.
  10. Affermi che il tuo libro favorito è Ulisse o Infinite Jest o qualunque altro libro che il 90% delle persone non ha finito di leggere.
  11. Non hai la televisione in casa, perché il tuo passatempo preferito è leggere. Cerchi di far sapere questa cosa sempre, anche quando non si parla né di tv, né di libri, né di passatempi.
  12. Fai la faccia quasi schifata quando i tuoi amici cercano di convincerti a leggere qualche titolo di un genere che tu non apprezzi come, per esempio, letteratura romantica, noir o horror. Sai che quei libri non ti piacciono sebbene in realtà tu non ne abbia mai letto uno.
  13. Classifichi le tue conoscenze in base ai libri che leggono.
  14. A volte fingi di aver letto libri che non hai letto o che non hai finito di leggere.
  15. Hai una lista scritta con tutte le persone a cui hai prestato un libro, con la data del prestito. Mai presti un tuo libro a una persona se non ti ha prima restituito il libro che gli hai prestato!
  16. Aggiorni il tuo stato su Facebook con citazioni criptiche tratte dai libri.
  17. Riutilizzare vecchi libri con progetti fai-da-te ti sembra una vera e propria profanazione.
  18. Non leggi libri contemporanei, a meno che non siano supportati da una caterva di premi letterari (preferibilmente premi esteri, che quelli italiani ti fanno storcere il naso).
  19. Usi frequentemente l’espressione “scrittore sopravvalutato”.
  20. Non sopporti che qualcuno ne sappia più di te sui tuoi scrittori preferiti e pertanto cerchi amici che sì leggano buona letteratura ma non tanta come te.

Via | Librópatas
Foto | John Althouse Cohen




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.