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Posted 1 Settembre 2015 by Sara Rania in Mondolibri
 
 

Corriere del Sud, di Antoine de Saint-Exupéry: sognando tra terra e cielo

Antoine de Saint-Exupéry, Corriere del sud. L'aviatore«La Compagnie predicava: corrispondenza preziosa, più preziosa della stessa vita. Sì. Di che far vivere trentamila amanti… Abbiate pazienza, amanti! Arriviamo, nei fuochi della sera. Dietro Bernis le nuvole spesse, rimescolate in un mastello da tornado. Davanti a lui una terra vestita di sole, la stoffa chiara dei prati, la lana dei boschi, il velo increspato del mare…» (Corriere del Sud, Mondadori 2014, a cura di Leopoldo Carra)

Fa rotta verso il meridione il testo che chiude (ma solo per il momento) la nostra serie dedicata alle altre opere di Saint-Exupéry. Si tratta di Corriere del Sud, ultima tappa di questo nostro periplo letterario estivo che, partendo da Volo di notte, e passando per Terra degli uomini e Pilota di guerra, vi ha guidati alla scoperta delle altre “fatiche” dell’autore francese che diede i natali al famosissimo Piccolo Principe.

La storia di Jacques Bernis. Il primo vero e proprio romanzo dell’aria di Saint-Exupéry è la cronaca dell’amore lacerante di Jacques Bernis, declinato in due vie: il volo e Geneviève. Una professione che si eleva a un iperuranio mistico e pratico allo stesso tempo, e la passione dolorosa e incompleta per una donna speciale. E se il tenero sentimento d’attaccamento nutrito da Jacques nei confronti di Geneviève assomiglia solo pallidamente allo sconquasso sentimentale che legherà Saint-Exupéry all’artista salvadoregna Consuelo Suncin Sandoval de Gómez, le radici profonde dell’interesse tecnico e trascendente per l’aviazione sono da cercare altrove, nella stessa vicenda biografica dello scrittore, che prestò servizio nella Compagnie Latécoère (antenata della Compagnia Aéropostale), assicurando il trasporto aereo della posta tra Tolosa e Dakar.

Il nucleo originario: L’aviatore. Ad accompagnare la narrazione nell’edizione Mondadori un’altra opera dal titolo semplice ed emblematico: L’aviatore. Si tratta del primo racconto di Saint-Ex, risalente al 1926, un breve testo che testimonia di quel grande destino che lo attenderà a bordo di un aereo e al tempo stesso costituisce il nucleo originale della narrazione che sarà sviluppata in Corriere del Sud.

Un compito assoluto. Il testo è scorso da un continuo fremito, quello che attraversa continuamente molti dei personaggi di Saint-Exupéry. E Jacques Bernis non fa di certo eccezione. La sua è una fedeltà quasi religiosa al servizio, un desiderio intimamente costruito di trovar posto nel mondo staccandosi dal suolo e integrando appieno la sua missione.

Parigi, Tolosa e Dakar, i poli di un guscio spaccato. Dondolando tra Parigi, Tolosa e Dakar, i continui viaggi di Jacques sono una metafora dell’esistenza, sballottata tra punti di una mappa che è impossibile scorgere per intero. Una storia che si scolpisce più a terra che in volo a dire il vero, seguendo l’altalenante divenire del rapporto con la fragile Geneviève, già madre e moglie. La bella Geneviève, ricordo tragico ed evanescente che si fa carne per poi sparire, portandosi dietro l’amore e lo strazio, in una scrittura si fa impotente e ammette tutte le sue mancanze. E dentro a questo guscio spaccato, liberato alla luce del sole grazie alla sola morale davvero umana, quella che mette l’esperienza vissuta al centro della narrazione, come massima garanzia d’onestà, l’amore sta incastonato come una perla, perfetta e inscindibile dal suo supporto.




Sara Rania

 
Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell'anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall'alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d'adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l'Isola d'Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l'insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.