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Posted mercoledì, 9 Settembre 2015 by Roberto Russo in News culturali
 
 

Roma: scoperta dimora del VI secolo a. C.

Roma: scoperta dimora del VI secolo a. C.

Una dimora del VI secolo a. C. è stata scoperta a Roma, sul colle del Quirinale: si tratta di una delle più importanti scoperte archeologiche nella Capitale degli ultimi anni.

La casa – che si trova all’interno del Palazzo Canevari (ex Istituto Geologico, in foto) – è stata rinvenuta nel corso di questa estate grazie ad alcuni scavi di archeologia preventiva della Soprintendenza, diretti da Mirella Serlorenzi. Questo vuol dire che quella zona della città, in evo arcaico, non era destinata solo all’uso funerario, come si è sempre creduto, ma era anche abitata. Il materiale rinvenuto, infatti, indicherebbe una destinazione domestica della casa e, nello stesso tempo, la posizione della dimora in una zona elevata della città, le dimensioni, la pianta e la tecnica costruttiva fanno pensare che vi vivesse una famiglia di un certo rango. Stando all’archeologa Mirella Serlorenzi, la scoperta è estremamente importante perché testimonia che “Roma, all’inizio del VI secolo, era molto più ampia di come immaginavamo che fosse prima di quest’ultimo scoperta”.

Nel presentare alla stampa la scoperta, il soprintendente del Colosseo, Museo Nazionale Romano e Area Archeologica di Roma, Francesco Prosperetti ha messo bene in chiaro che:

Nulla verrà rimosso e stiamo discutendo il modo in cui potrà essere fruito dal pubblico. Ciò che posso anticipare con certezza è che questi ritrovamenti non saranno reinterrati.

Si sta studiando, infatti, un progetto di musealizzazione di quanto ritrovato sì da rendere tutta l’area visitabile.

Il Palazzo Canevari, in cui è avvenuta l’importante scoperta, è stato recentemente acquistato da CdP Immobiliare srl ed è destinato a diventare sede di società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti.

Via | ADNKronos
Foto | Wikipedia




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.