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Posted venerdì, 18 Settembre 2015 by Roberto Russo in News culturali
 
 

Addio al poeta e regista Nelo Risi

Nelo Risi (1920-2015)Il poeta Nelo Risi, fratello di Dino, è morto a Roma a 95 anni. Nelo Risi si è spento nella sua casa di via del Babbuino, assistito dalla moglie Edith Bruck, anche lei scrittrice e poetessa.

Nato a Milano il 21 aprile 1920, Nelo Risi si è laureato in medicina, come suo fratello Dino, e si è dedicato alla poesia fin dal 1941, quando ha pubblicato la sua prima raccolta dal titolo Le opere e i giorni. I suoi libri uniscono una vena ironia alla fermezza del giudizio sociale e morale. Come nota la Treccani: «Fra i poeti della generazione post-ermetica è stato uno dei più pronti ad avvertire l’urgenza di articolare in “discorso” l’essenzialità espressiva, ormai divenuta maniera, portando il lessico a livello del parlato e affrancando la sintassi dai nessi e dalle strutture tradizionali, fino a una libertà quasi diaristica».

Le sue opere di poesia – ricordiamo Polso teso (1956), Pensieri elementari (1961), Dentro la sostanza (1965), Di certe cose che dette in versi suonano meglio che in prosa (1970), Amica mia nemica (1976) – tendono a cogliere le contraddizioni, le assurdità e le mistificazioni della vita quotidiana. Nel 2006 gli è stato assegnato il premio Dino Campana.

Per quel che riguarda la sua opere di regista, il nome di Nelo Risi è legato soprattutto al Diario di una schizofrenica (1968), storia di una guarigione ottenuta dalla psicoanalista svizzera Marguerite A. Sechehaye, dal cui Diario di una schizofrenica è ricavata.

Tre poesie di Nelo Risi

Telegiornale (da Il mondo in una mano)

Stando nel cerchio d’ombra
come selvaggi intorno al fuoco
bonariamente entra in famiglia
qualche immagine di sterminio.
Così ogni sera si teorizza
la violenza della storia.
(1961)

I lupi (da L’esperienza)

La mia città deserta
un nero vento invade,
la mia città dolora
all’alba delle case

Il muro non misura
più di tre metri, il sonno
di quel ragazzo steso
a lato è un peso eterno

Il lupi sono scesi
visitano le strade,
autunno o primavera
non mutano paese

La mia città deserta
ha occhi di rovina,
le rose del suo sangue
c’è già chi le coltiva.

Origine vertigine (da Né il giorno né l’ora)

Voce delle cose
delle onde delle piante brusii sommessi
frammenti in quel silenzio
così la musica tra due silenzi
un primo fondamento ha il seme
che dall’origine ci appartiene
è LA PAROLA un corpo fatto
della stessa carne dell’uomo
e del mondo capogiro in movimento
una vertigine dall’invisibile
al visibile che affiora.

Foto | Wikipedia




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.