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Posted 19 Settembre 2015 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Italo Calvino: le frasi più belle

Italo Calvino (1923-1985)

Italo Calvino (Santiago de Las Vegas de La Habana, 15 ottobre 1923 – Siena, 19 settembre 1985) è stato uno dei narratori più significativi del Novecento italiano e nelle sue opere troviamo diversi temi, dal neorealismo dei primi scritti all’impronta allegorico-fiabesca delle sue produzioni più mature. Italo Calvino è stato sempre uno sperimentatore di linguaggi e generi e nei suoi testi troviamo sia una descrizione analitica che lirismo e ironia, il tutto supportato da riflessioni sul senso ultimo dell’esistenza umana.

Tante sono le opere di Italo Calvino che vale la pena di leggere: ricordiamo qui quelle che sono considerate le principali, vale a dire Il visconte dimezzato (1952), Il barone rampante (957), Il cavaliere inesistente (1959), Le città invisibili (1972), Sotto il sole giaguaro (postumo, 1986). E ancora: Marcovaldo (1963), Le cosmicomiche (1965), Se una notte d’inverno un viaggiatore (1979).

Le frasi più belle di Italo Calvino

  • Anche per chi ha passato tutta la vita in mare c’è un’età in cui si sbarca (Il barone rampante)
  • Anche quando pare di poche spanne, un viaggio può restare senza ritorno. (Il barone rampante)
  • Chi ha l’occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi. (Marcovaldo)
  • Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria. (Il barone rampante)
  • I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: «Sto rileggendo…» e mai «Sto leggendo…». (Perché leggere i classici)
  • I lettori sono i miei vampiri (Se una notte d’inverno un viaggiatore)
  • Il genere umano è una zona del vivente che va definita circoscrivendone i confini. (dall’introduzione a Plinio il Vecchio, Storia naturale, Einaudi)
  • Il luogo ideale per me è quello in cui è più naturale vivere da straniero. (Eremita a Parigi. Pagine autobiografiche)
  • Il rischio che abbiamo corso è stato vivere: vivere sempre. (Ti con zero)
  • La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso (Palomar)
  • La forza dell’eremita si misura non da quanto lontano è andato a stare, ma dalla poca distanza che gli basta per staccarsi dalla città, senza mai perderla di vista. (Il castello dei Destini Incrociati)
  • La lettura è solitudine. Si legge da soli anche quando si è in due. (Se una notte d’inverno un viaggiatore)
  • La vita d’una persona consiste in un insieme d’avvenimenti di cui l’ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l’insieme (Palomar)
  • Le città come i sogni sono costruiti di desideri e di paure (Le città invisibili)
  • Nell’eros come nella ghiottoneria, il piacere è fatto di precisione. (dall’introduzione a Charles Fourier, Teoria dei quattro movimenti, Einaudi, 1971)
  • Non possiamo conoscere nulla d’esterno a noi scavalcando noi stessi […] L’universo è lo specchio in cui possiamo contemplare solo ciò che abbiamo imparato a conoscere in noi (Palomar)
  • Quando ho più idee degli altri, do agli altri queste idee, se le accettano; e questo è comandare (Il barone rampante)
  • Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto (Se una notte d’inverno un viaggiatore)
  • Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose… ci si può spingere a cercare quel che c’è sotto. Ma la superficie delle cose è inesauribile (Palomar)
  • Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa (incipit di Se una notte d’inverno un viaggiatore)
  • Tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo (Il sentiero dei nidi di ragno)

Foto | Wikipedia




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.